Bcc Brianza e Laghi, utile raddoppiato

Pienamente riuscita l’integrazione con la Bcc di Lesmo. L'assemblea domenica 26 aprile a Lariofiere

Alzate Brianza

Un utile d’esercizio, nel 2025, pari a 12 milioni e 823mila euro. Una raccolta diretta che supera il miliardo di euro. E 590 mutui, che potrebbero diventare, quest’anno, più di 700. Questa la fotografia nei numeri del bilancio 2025 della Bcc Brianza e Laghi. Specchio di un territorio che, ad oggi, vede una buona solidità economica nelle famiglie. E qualche segnale di difficoltà nel tessuto produttivo. Tant’è che la stessa banca, vista anche la situazione mondiale segnata dalle guerre e dalle tensioni, prevede di continuare ad essere, anche in tempi internazionali difficili, un punto di riferimento e di sostegno importante.

Si è svolta ieri nella sede di Alzate la conferenza per illustrare i dati del bilancio d’esercizio 2025, in previsione dell’assemblea convocata fra una decina di giorni, domenica 26 aprile, alle 9.30, al centro congressuale Lariofiere di Erba. A introdurre la relazione, il presidente Giovanni Pontiggia. «Come Cda non possiamo che essere soddisfatti - ha affermato -.Tre anni fa abbiamo chiuso un progetto di integrazione e fusione con la Bcc di Lesmo e in sede assembleare avevamo dichiarato che si apriva una fase importante. I dati e i risultati economici dimostrano le potenzialità: da un utile netto di tre anni fa pari a 6 milioni di euro, quest’anno siamo arrivati a un utile netto superiore ai 12 milioni. E questo conferma la solidità dell’istituto, che si presenta con tutte le carte in regola per essere al fianco di imprese, famiglie e tutti coloro che hanno esigenze. È necessario sapere che i tempi che ci aspettano potrebbero chiamarci a un ruolo importante nell’economia del territorio».

Per Ernesto Mauri, direttore generale dello stesso istituto «è un 2025 ancora molto buono. Proseguiamo con la politica di miglioramento sotto tutti gli aspetti. Abbiamo migliorato il comparto dei crediti non performing». I crediti deteriorati netti al 31 dicembre 2025 si sono infatti attestati a 4,59 milioni di euro: un minimo storico. I crediti in sofferenza: 383mila euro, con un incidenza sul totale dei crediti pari allo 0,05%. Raccolta diretta, tra conti correnti e depositi a risparmio, obbligazioni, certificati di deposito e altro: 1 miliardo 45 milioni e 939mila euro. La raccolta indiretta - come fondi, gestioni, titoli di Stato, azioni - 850 milioni di euro, +9,55%. Patrimonio netto di 112 milioni di euro: +11,14%.

«Mutui: siamo sul livello dello scorso anno, 590, per 107 milioni di euro - ha aggiunto Mauri Quasi metà di questi, il 47,28%, sono stati accesi a favore di famiglie. Il 52,72% alle imprese. Il primo trimestre con i mutui sta andando bene, ne abbiamo fatti di più rispetto all’anno scorso. Se si continua di questo passo potremmo anche superare nel 2026 i 700 mutui. La maggior parte dei mutui sono residenziali prima casa. Abbiamo fatto campagna per finanziamenti su case green con tassi bassi». Un mercato immobiliare che sta interessando molto: la gente si sta spostando dalla turistica Como alle città di provincia. Imprese: «Si sentono rallentamenti sui comparti dell’acciaio e del tessile, anche se quest’ultimo è un po’ migliorato nel 2025», dice Mauri. Come ricordato da Pontiggia, «nelle aziende c’è mancanza di manodopera. Con i mutui sulle case creiamo le condizioni abitative: chi si trasferisce qui per lavorare dovrebbe entrare proprio nell’ottica del mutuo. E questo favorirebbe anche una manodopera che non sia avventizia».

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