La “tassa sulla salute” (che rimane) surriscalda il consiglio regionale
Due mozioni sull’imposta per i frontalieri: una che aveva come prima firma quella del consigliere regionale comasco del Partito Democratico Angelo Orsenigo (respinta) e una seconda con primo firmatario il consigliere di Fratelli d’Italia Luigi Zocchi (approvata, dopo essere stata riformulata)
Milano
La “tassa sulla salute” ha surriscaldato ieri pomeriggio gli animi del Consiglio regionale, con due mozioni - entrambe votate con voto segreto - sul medesimo argomento una che aveva come prima firma quella del consigliere regionale comasco del Partito Democratico Angelo Orsenigo respinta e una seconda con primo firmatario il consigliere di Fratelli d’Italia Luigi Zocchi approvata, dopo essere stata riformulata.
Botta e risposta Non sono mancati alcuni distinguo come quello del consigliere di Forza Italia Giuseppe Licata che si è astenuto su entrambe le mozioni.
Al netto di un botta e risposta a tratti davvero dai toni forti tra Angelo Orsenigo e Giacomo Zamperini (Fratelli d’Italia), la vera novità di giornata è rappresentata dalla lunga disamina dell’assessore regionale per i rapporti con la Confederazione Svizzera Massimo Sertori.
«Un frontaliere che guadagna 4 mila euro netti di paga per avere l’assistenza sanitaria verserà 120 euro per sé e per i propri familiari. Questi sono i numeri - le sue parole -. Nel contempo ai medici di confine garantiremo 10mila euro in più annui e così un aumento importante è previsto anche per gli infermieri. Non sono così sicuro che facendo queste crociate il Partito Democratico guadagnerà voti. Non vedo come potrà spiegare a migliaia di medici e infermieri che i consiglieri del Pd non sono d’accordo ad aumentare loro gli stipendi. Se non ci fossimo stati noi nel 2018 - in primis il presidente Attilio Fontana ed il sottoscritto - i “vecchi” frontalieri avrebbero perso il loro status. Questa è la realtà dei fatti».
Luigi Zocchi nel suo intervento ha però invitato la Giunta regionale «a chiarire al più presto le modalità di riscossione della “tassa sulla salute” e così a chiarire cosa accadrà per i due anni già trascorsi dalla Legge di Bilancio 2024».
Angelo Orsenigo dal canto suo ha parlato «di decisione scapestrata del Governo nel voler imporre un nuovo contributo sanitario, che dà meno valore all’accordo sottoscritto tra Italia e Svizzera. E’ una violazione che va a discapito dei frontalieri, che subiscono una doppia imposizione» le parole di Angelo Orsenigo.
Nel contempo, il consigliere di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini ha chiesto che «i benefici dati da questo contributo vengano estesi a tutte le Asst cui fanno riferimento i frontalieri», mentre ha ribadito che «sino a che tutte le Regioni di confine non saranno allineate, Regione Lombardia non farà il primo passo, almeno questo è la nostra opinione in proposito».
Di particolare impatto anche l’intervento di Silvana Snider (Lega) che ha invitato a scindere «la questione dei ristorni da quella della tassa sulla salute. Lo dico da frontaliera con permesso “G”, con anni di Svizzera alle spalle». La mozione di Fratelli d’Italia si è conclusa con un “invito” alla Giunta, che ha sostituito la precedente dizione “impegno”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA