Sempre meno sportelli bancari? Il credito cooperativo apre filiali

Gli istituti rafforzano il rapporto con i territori e le famiglie

«Il fenomeno della chiusura di sportelli da parte delle grandi banche crescerà, anche perché tali istituti di credito danno molta meno importanza al tema della prossimità, che noi intendiamo come forza del credito cooperativo», afferma Massimo Dozio, direttore generale della Cassa rurale e artigiana di Cantù.

In anni recenti anche il credito cooperativo ha un po’ razionalizzato la presenza di sportelli bancari, ma senza mai lasciare del tutto scoperti i Comuni in cui è presente. E, comunque, ciò non è accaduto sul Lario dove due Bcc del Gruppo Iccrea come Bcc Brianza e Laghi e Cassa Rurale e Artigiana perseguono invece una politica di potenziamento.

Le due banche di territorio in quanto tali raccontano una storia molto diversa da quella dell’ultimo Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl, che aggiorna i dati spiegando su base dati Banca d’Italia e Istat che nel 2023 in Italia hanno chiuso 826 sportelli, con 3.300 Comuni italiani (41,5% del totale) è rimasto privo di sportelli.

Con trenta sportelli la Cassa Rurale di Cantù guarda a un futuro sempre più radicato nella comunità locale. «Sono molteplici – ci dice Dozio - le ragioni che portano alla chiusura di sportelli bancari, a iniziare dalla riduzione dei costi a cui si aggiunge la possibilità di operare da remoto con l’home banking. Per noi la vicinanza fisica alla comunità, alle associazioni, alle piccole e medie imprese, a tutte le componenti di una comunità consente un accesso più agevolato al credito, con uno scambio di relazioni e di fiducia che costituisce anche per noi un fattore di vantaggio e di sviluppo».

«Noi – aggiunge Dozio - abbiamo aperto due filiali nel 2023, a Rovello Porro e a Saronno, due piazze molto importanti dove continuiamo nella nostra attività che, come noto, non ha fini di lucro e ha invece l’obiettivo di rafforzare il patrimonio per poter erogare finanziamenti al territorio a fronte del fatto che comunque oggi le Bcc, data una vigilanza bancaria molto attenta, devono essere ben strutturate».

E invita a una riflessione su una controtendenza in atto negli Usa: negli Stati Uniti JP Morgan e Bank of America stanno aprendo molte filiali in una sorta di ritorno al passato: dobbiamo capire quale sarà lo sviluppo futuro di questa vicenda. Evidentemente si rendono conto di avere ancora spazi per quella clientela di taglio medio che per le banche è tutto sommato quella più profittabile».

Fabiano Sgheiz, responsabile Area Mercato della Bcc Brianza e Laghi (20 sportelli nelle province di Como, Lecco e Monza) sottolinea che «data la loro natura di banca di territorio le Bcc basano la relazione con la clientela e la comunità sulla presenza fisica di sportelli bancari. Negli ultimi anni anche nel mondo Bcc c’è stata una razionalizzazione, tuttavia molto limitata, ma anche in questo momento si stanno facendo valutazioni su apertura di nuovi sportelli per coprire piazze in cui il credito cooperativo non è presente. In ottica futura ci potrebbe essere un’ulteriore razionalizzazione ma, eventualmente, dove c’è presenza di più sportelli su una stessa piazza, cosa che non toglierebbe la vicinanza col cliente finale. Guardando alla nostra Bcc – aggiunge Sgheiz - nel Piano strategico per il triennio 2024-2026 non abbiamo previsto chiusura di sportelli ma, al contrario, stiamo valutando una nuova apertura, verosimilmente nella provincia di Lecco. Ma è ancora un ragionamento embrionale. Per noi la vicinanza al territorio si riconferma come caratteristica sempre più fondamentale, che ci differenzia dai grandi gruppi».

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