Sipario su Comocrea: un ritorno al colore tra memoria e futuro

Villa Erba L’edizione tiene pur con visitatori in lieve calo. Un settore che continua a produrre contenuto creativo e mantenere una funzione strategica nella filiera tessile

Como

Si chiude nel complesso in tenuta, pur in un contesto di mercato ancora difficile, l’edizione primaverile di Comocrea Textile Design Show a Villa Erba. La rassegna, punto di riferimento per il primo anello della filiera – quello del disegno tessile – ha registrato un lieve calo dei visitatori, stimato attorno al 10%, e una riduzione degli espositori scesi a 19 dai 26 dell’edizione di ottobre 2025.

Resta tuttavia incoraggiante il dato delle presenze professionali: 96 aziende intervenute, in prevalenza italiane, con partecipazioni da Grecia, Spagna, Turchia e tre gruppi brasiliani, a conferma di un interesse internazionale che, seppur selettivo, non viene meno.

La situazione

Un quadro che riflette una fase di assestamento per il settore, alle prese con la contrazione della domanda e con una crescente cautela creativa da parte delle maison, oggi più orientate verso scelte conservative. In questo scenario, Comocrea conferma il proprio ruolo di piattaforma di ricerca e confronto, evidenziando una vitalità progettuale che prova a guardare oltre la congiuntura e a riattivare il dialogo tra creatività e industria.

Ad arricchire il calendario, due mostre – promosse da Fondazione Gentili Mosconi e Setificio – insieme al workshop tendenze curato da Bibi Ronchi “ricercatrice di alfabeti estetici e relazionali” titolare dello Studio Chiron. Un momento partecipato, che ha riunito operatori del distretto comasco attorno a una riflessione condivisa: la necessità di recuperare autenticità e credibilità nelle collezioni, superando la standardizzazione che ha caratterizzato le ultime stagioni.

Un tema che trova riscontro anche nei segnali più recenti del mercato. Il caso Chanel, sotto la direzione creativa di Matthieu Blazy, è stato citato come esempio di inversione di rotta: una collezione primavera-estate 2026 capace di riattivare desiderio e attenzione, con file davanti alle boutique.

«Un segnale forte – ha osservato Ronchi – in un contesto in cui il lusso si è appiattito sul quiet luxury e su una palette dominata dal nero. Senza oggetti del desiderio, tra repliche e vintage, e con aumenti di prezzo rilevanti, gli acquisti si sono frenati, con effetti a cascata sulla filiera tessile».

Da qui la spinta, evidente anche tra gli studi presenti a Comocrea, verso un ritorno al colore e alla fantasia, come leva per riattivare il ciclo creativo e commerciale. Una ricerca più consapevole, che integra memoria e innovazione, lavorando su stratificazioni, contaminazioni e nuovi equilibri tra decorazione e funzionalità.

Nuovo romanticismo

Sul fronte delle tendenze, emerge un nuovo romanticismo, lontano da ogni deriva nostalgica, costruito per contrasto con elementi sportivi, tecnologici e performativi. Le silhouette tornano a strutturarsi: pantaloni nuovamente slim, giacche con spalle marcate, linee a Y o a clessidra, in un dialogo continuo tra heritage e contemporaneità.

In un passaggio delicato per il comparto, Comocrea restituisce così l’immagine di un settore che, pur sotto pressione, continua a produrre contenuto creativo e a mantenere una funzione strategica nella filiera tessile italiana, ponendo le basi per una auspicata ripartenza.

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