Stangata sulle aziende  Nella fattura di ottobre  gas più caro del 300%
Gli impianti della Monvania di Grandate

Stangata sulle aziende

Nella fattura di ottobre

gas più caro del 300%

Il caso emblematico della Clerici Tessuto: «Conto di 80mila euro, era di 20mila un anno fa». Brenna: «Interventi del governo non significativi»

Sono le aziende le prime ad accusare il colpo dell’aumento delle materie prime e a seguire di elettricità e gas. Un fenomeno europeo e globale che ha portato a triplicare il costo del gas e dell’energia elettrica.

Situazione insostenibile

«Un situazione insostenibile per l’economia in generale in un mondo che cambia e rende impossibile fare delle previsioni - ha continuato Sandro Tessuto - sono preoccupato perché si tratta di costi ingestibili per un’azienda. Le bollette aumentano e aumenteranno. Impossibile scaricare a valle valori così elevati».

L’imprenditore comasco ha incontrato nei giorni scorsi il parlamentare Alessio Butti (FdI) che su questo tema si è attivato con un’iniziativa parlamentare dopo una serie di incontri con le associazioni di impresa.

Più penalizzate le aziende energivore della filiera tessile. «Nella torcitura di filati gli impianti sono in funzione 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno. Abbiamo lavorato molto per la riduzione dei consumi - ha spiegato Matteo Livio che si occupa della parte tecnica di Monvania, torcitura di Grandate - abbiamo quindi investito in due impianti fotovoltaici, uno a Edolo e uno a Grandate, per una produzione annua complessiva che arriva a 450.000 kwh prodotti, che però coprono solo il 10% dei nostri consumi».

Il settore della nobilitazione è fortemente investito dagli aumenti. L’accensione degli impianti ha un impatto altissimo e i consumi sono su due fronti: elettricità e gas. Un’azienda di tintura che produce in media 4 milioni di metri, in un anno può consumare fino a 1milione e 200mila metri cubi di metano e 1 milione e 600mila kilowatt. Su queste dimensioni di consumi le bollette del gas sono esplose: se in settembre 2021 quella del metano era già arrivata a oltre 2omila euro, in ottobre è salita vertiginosamente oltre i 90mila. Molto dipende dai contratti che ogni imprenditore riesce a stipulare con il fornitore, ma in ogni caso l’aumento complessivo dei costi per un’azienda di finissaggio di queste dimensioni è attorno al 14%, 15%.

I prezzi a valle

I clienti accetteranno qualche aumento, ma non sembra possibile ribaltare l’interno impatto della crescita dei prezzi sul mercato, soprattutto in un contesto dove c’è una forte concorrenza anche all’interno del distretto e in un momento in cui la produzione è in calo per tutta la filiera. Si innesca una rincorsa all’ordine con richieste al ribasso sempre più competitive, svalutando il processo di lavorazione locale a discapito di tutto il sistema.

Si è assistito a una concatenazione di fattori: dal calo del mercato che, appena sembrava stesse rivitalizzandosi a inizio 2020, è stato colpito dalla pandemia, quindi crisi e poi una ripresa troppo rapida che ha innescato un aumento e penuria di materie prime. La reazione è stato un crescere dei prezzi per le forniture di energia. E pochi scommettono su quando finirà.

La prospettiva

«Abbiamo la speranza che una grande parte degli incrementi dei prezzi rientri nell’arco del prossimo anno, non ai livelli del 2019 ma al doppio del prezzo di allora - ha detto Gianluca Brenna, presidente gruppo filiera tessile di Confindustria Como - e si stima che il gas torni a quota 24 centesimi nell’estate 2024. Significa aspettarsi un riassorbimento dei costi in un paio di anni. Per ora si tratta di affrontare un problema che investe la manifattura nel suo insieme e gli interventi che sono stati fatti dal Governo rischiano di essere insignificanti perché toccano oneri accessori di circa 4 centesimi, di fronte ad aumenti, per il metano al metro cubo, che sono passati dai 16, 18 centesimi dello scorso anni ai 95, 96 attuali».

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