Addio scuolabus, costa troppo. «Colpa anche di chi non paga»
Albese Il sindaco Gaffuri: «Sbagliata la scelta passata di vendere il nostro pullman»
Albese con Cassano
Dal prossimo anno scolastico il servizio scuolabus sarà cancellato: l’ha comunicato il sindaco Alberto Gaffuri ai genitori.
L’amministrazione comunale non rinnoverà l’appalto in scadenza a causa dei costi ritenuti non più sostenibili, anche a causa di alcune rette non pagate.
Al posto del trasporto, il Municipio punta a rafforzare prescuola e doposcuola, prevedendo agevolazioni per le famiglie che oggi utilizzano lo scuolabus.
La notizia ha già suscitato la reazione di diversi genitori: è partita una raccolta firme che in poco tempo ha raggiunto le 140 sottoscrizioni verificate con lo scopo di salvare lo scuolabus.
Il confronto
Il sindaco, pur confermando l’orientamento dell’Amministrazione, si dice disponibile a un confronto in municipio per valutare eventuali proposte alternative legate in particolare al volontariato; il primo cittadino valuterebbe anche la conferma dello scuolabus, ma con rette molto più alte rispetto a quella fissate sinora: scelta ritenuta comunque difficilmente perseguibile anche perchè riguarda una minoranza degli alunni.
«Il trasporto scolastico non rientra tra i servizi obbligatori per il Comune - premette Gaffuri - ma costituisce un servizio aggiuntivo che l’Amministrazione può garantire solo se compatibile con le risorse disponibili e con un criterio di sostenibilità ed equità».
Attualmente lo scuolabus serve 33 bambini tra scuola primaria e dell’infanzia, meno di un quinto degli alunni complessivi: è già certo che i costi il prossimo anno saliranno.
«Nell’ultimo anno il costo complessivo del servizio è stato di 64.875 euro, pari a 1.965 euro per ciascun alunno trasportato - fa i conti Gaffuri - La compartecipazione delle famiglie ammonta a 5.102 euro, cioè il 7,865% del totale. Inoltre, otto famiglie non hanno ancora saldato la quota, per un mancato introito di 1.041,25 euro».
«Questa situazione – aggiunge – è anche conseguenza della scelta, compiuta anni fa, di vendere i mezzi comunali e affidare il servizio a un gestore esterno, con costi in costante crescita. L’appalto è in scadenza e l’indagine di mercato svolta nei mesi scorsi indica per il prossimo anno un ulteriore aumento dell’11,16%». Da qui la valutazione di destinare le risorse ad altri servizi. «Stiamo esplorando la strada di orientare i fondi su soluzioni alternative, in particolare prescuola e postscuola, con tariffe ulteriormente agevolate per le famiglie oggi iscritte allo scuolabus - fa sapere il primo cittadino - In alternativa, per mantenere il trasporto, il Comune dovrebbe rivedere notevolmente al rialzo le tariffe attuali, oggi pari a 170 euro annui. Aperto ad un incontro con i genitori».
Le alternative
Resterebbe attivo il piedibus gratuito.
«Il prescuola sarebbe dalle 7,30 e il postscuola dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 18 (il venerdì dalle 12.30 alle 18 con mensa, ndr) - ricorda Gaffuri - Le famiglie che oggi utilizzano lo scuolabus avrebbero riduzioni significative: con entrambi i genitori lavoratori, o genitore singolo lavoratore, il prescuola costerebbe 40 euro l’anno (–60% rispetto ai 100 euro base, ndr) e il postscuola 228 euro annui (–60% rispetto ai 570 euro, ndr), più 15 euro di assicurazione. Con un solo genitore lavoratore, le tariffe sarebbero rispettivamente di 60 euro (–40%, ndr) e 342 euro (–40%, ndr), sempre più assicurazione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA