Aggredisce più volte la ex e sua madre: uomo di 42 anni finisce al Bassone

Erbese L’arresto dopo che aveva scavalcato la recinzione e tentato di fare irruzione in casa. Ma altre tre volte l’aveva mandata in ospedale con ferite giudicate guaribili in trenta giorni

E’ finito in carcere, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Como dopo l’ultimo cruento episodio datato 15 febbraio.

In quella occasione, si era presentato fuori dalla casa della ex, nell’Erbese, e della madre di lei allettata e malata, citofonando con insistenza, scavalcando la recinzione, distruggendo il vetro dell’auto della vittima e danneggiando la carrozzeria, spaccando pure i vetri della casa con un sasso per poi tentare di fare irruzione, non calmandosi nemmeno di fronte all’arrivo dei militari.

Le accuse

L’uomo, 42 anni, residente nel Lecchese, era stato fermato, identificato e infine portato nel carcere del Bassone dove sul suo capo sono piovute accuse pesantissime, nell’ambito di un fascicolo condotto dal pubblico ministero Antonia Pavan che parla di maltrattamenti in famiglia, stalking, lesioni (per tre volte, da trenta giorni l’una), ma anche di danneggiamento e di violazione di domicilio.

Non possiamo fornire ulteriori dati in merito all’arrestato, questo a tutela dell’anonimato delle due vittime che come detto sono l’ex compagna dell’uomo e la madre di lei, gravemente malata ma allo stesso modo vessata proprio come la figlia. Il quadro che ne è emerso, nell’approfondire la vicenda da parte degli inquirenti, è stato impressionante e meritevole della misura cautelare più pesante come richiesto dalla procura al giudice delle indagini preliminari.

Il tutto nell’ambito di una storia che era nata bene, senza particolari sospetti, con entrambi i protagonisti amanti degli animali e che proprio per questo si erano conosciuti e avvicinati. Tutto però è cambiato tra marzo e luglio dello scorso anno, quando sono iniziati i maltrattamenti sempre più pesanti con insulti, minacce e botte. A luglio la situazione è precipitata, nel corso di una vacanza al mare in cui l’uomo, al termine di un litigio, aveva anche abbandonato la compagna lungo l’autostrada nel territorio di Monfalcone. Le forze di polizia l’avevano costretto a tornare indietro, ma poco era cambiato perché quando la vittima aveva fatto presente la necessità di tornare a casa, le violenze erano tornate prepotenti con i vetri dell’auto mandati in frantumi.

Presa a testate

La donna era stata anche presa a testate e scaraventata fuori dalla vettura, con una prognosi che era stata quantificata in 30 giorni. La vittima aveva interrotto la relazione, ma questo non aveva impedito – quando era ormai agosto – al quarantaduenne di tornare a presentarsi a casa, minacciandola e danneggiandole la porta dell’abitazione nell’Erbese, ma anche la serratura, con episodi che non si sono mai fermati fino a quello recente del 15 febbraio quando l’uomo, dopo il tentativo di irruzione nella casa della ex e della madre di lei, era stato arrestato dai carabinieri per essere condotto in carcere dove ancora si trova.

Le accuse come detto sono pesanti e parlano non solo dei maltrattamenti in famiglia aggravati, ma anche di stalking, lesioni (tre ricoveri in pronto soccorso da 30 giorni l’uno), danneggiamenti e violazione di domicilio.

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