«Aggredite e minacciate nello studio». Due dottoresse incontrano il sindaco

Albese con Cassano I medici di base Marta Faletti e Adelaide D’Avino temono per la sicurezza. «I problemi sono quasi quotidiani». Gaffuri amareggiato: «Non bisogna accanirsi contro di loro»

ALbese con Cassano

C’è un problema di maleducazione, con minacce pesanti nei confronti dei medici di base del paese, una situazione ritenuta insostenibile.

Il rapporto tra una parte dell’utenza e i medici di base sta mostrando crepe sempre più evidenti. Non si tratta solo di tensioni isolate, ma di un clima che, secondo quanto emerso negli ultimi giorni, rischia di diventare strutturale.

Martedì 31 marzo due dei tre medici di base del paese, la dottoressa Marta Faletti e la dottoressa Adelaide D’Avino, hanno incontrato il sindaco Alberto Gaffuri per portare all’attenzione dell’amministrazione una situazione che definiscono complessa e che si trascinerebbe da tempo.

La situazione

È proprio la dottoressa D’Avino a raccontare quanto accade nell’ambulatorio di via Roma: «Ci siamo rivolti al sindaco perché viviamo una situazione complessa, con attacchi e minacce. Solo la scorsa settimana ho ricevuto un’aggressione verbale. Tutto ciò semplicemente perché rispettiamo le linee guida di medicina generale. Stiamo vivendo una situazione difficile, in cui, oltre alle aggressioni verbali, è capitato purtroppo di raffrontarci anche nel corso dei mesi, sia me che la collega, con situazioni anche più gravi tanto da portarci a raffrontarci con il sindaco in cerca di soluzioni».

Parole che restituiscono il senso di una professione sempre più esposta, dove al carico di lavoro e alle criticità del sistema sanitario, principale causa dei problemi, si aggiunge un rapporto con i pazienti che, in alcuni casi, sfocia nell’intolleranza e nella prevaricazione.

Le preoccupazioni

Il sindaco Gaffuri ha incontrato le due dottoresse, esprimendo la vicinanza dell’intero paese: «Due dei tre medici di base raccontano di una mancanza di rispetto nei loro confronti. Noi dobbiamo semplicemente ritenerci fortunati di avere tre medici di base in paese e di avere due medici di base, due ragazze, giovani e anche volenterose, che potrebbero dare una continuità del servizio per i prossimi vent’anni. Non è accanendoci sul medico di base che si risolvono i problemi. Se i medici si stancano di una situazione e vanno altrove, si acuisce semplicemente il problema. Già il sistema sanitario ci mette di fronte ad una difficoltà chiara ad avere dei medici di base».

Il primo cittadino non nasconde la propria sorpresa: «Io sono rimasto molto colpito nel vedere la preoccupazione sul volto di due medici di famiglia, due persone di grande volontà, due dottoresse molto giovani. Mi dispiace per tutte le tante persone rispettose che vengono additate in questo modo come maleducate. Quando non sarebbe il caso».

E aggiunge una riflessione più ampia, che chiama in causa il sistema sanitario nel suo complesso: «Entrambe le dottoresse parlano di minacce, non è giusto prendersela con il medico se nel mirino ci sarebbe il sistema sanitario – continua Gaffuri -. La sanità regionale è chiaramente ad un punto difficile, ci sono grandi criticità. Non è attaccando chi è in prima linea che si risolve il problema».

Se da un lato serve ristabilire rispetto e fiducia nel rapporto tra medico e paziente, dall’altro è evidente come le tensioni siano spesso il riflesso di disservizi più ampi, tempi di attesa, carichi eccessivi e risorse limitate.

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