(Foto di bartesaghi)
Lurago d’Erba Michele Catalano segnala il casolare di via Brianza postando la foto di un presunto spaccio. Polemiche per la scena “fake”
Lurago d’Erba
Un emporio dello spaccio, come viene definito da chi segnala il problema e da alcuni cittadini. Un casolare, ormai abbandonato, in via Brianza, a due passi dal confine con Lambrugo e dalla statale Briantea. La vecchia cascina abbandonata sarebbe diventata il luogo ideale per lo spaccio.
A segnalare l’accaduto è stato Michele Catalano, presidente dell’associazione lambrughese “Azione Lambro” e referente di uno dei Comitati per il No alla fusione tra Lambrugo e Lurago. «È inaccettabile che un casolare, nato magari per scopi agricoli o residenziali, si sia trasformato in un emporio della droga attivo 24 ore su 24 – commenta - Vedere questo viavai continuo di auto, questa coda di persone che acquistano sostanze a qualsiasi ora è un insulto alla dignità di chi vive in queste zone. Sappiamo tutti che lì dentro si trova di tutto ed è straziante pensare che un luogo così vicino alle nostre case sia diventato una zona franca per l’illegalità». Catalano ha postato la vicenda sui social con un’immagine reale del casolare, trasformata però, con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che ha inserito due persone, presunti spacciatori e clienti, che si passano sostanze stupefacenti. Una scelta che ha fatto storcere il naso ad alcuni concittadini. Ma al di là delle scelte grafiche resta il problema. Da anni le forze dell’ordine contrastano il fenomeno, con indagini, retate, smantellamento di bivacchi, controlli sul territorio. Ovviamente la cascina è privata: Catalano sottolinea di non voler fare polemiche, ma solo sottolineare quello che accade, sperando che si intervenga anche sui privati.
«Il mio grazie in primis ai carabinieri: li ringrazio davvero sentitamente – commenta - Sappiamo che il loro lavoro è spesso difficile e pericoloso, e se la situazione non è degenerata ulteriormente è solo grazie alle loro precedenti attività e al loro costante impegno nel fare il proprio dovere. Senza il loro presidio saremmo ancora più vulnerabili. Tuttavia, la sicurezza non può dipendere solo dalle divise. Trattandosi di una proprietà privata, è giunto il momento che chi ne ha la responsabilità si faccia avanti. Non possiamo più permetterci di aspettare. Dobbiamo murare tutto. È necessario chiudere ogni varco, ogni finestra, ogni porta. Messa in sicurezza definitiva: se serve un fabbro per sbarrare gli accessi con il ferro, facciamolo. Non è più solo una questione di decoro, ma di salute pubblica e sicurezza dei cittadini luraghesi e lambrughesi. Come associazione, non vogliamo restare a guardare o limitarci a denunciare. Mettiamo a disposizione i materiali necessari per murare le entrate. Siamo pronti a chiamare e finanziare un fabbro per interventi definitivi. Il nostro obiettivo è chiaro: rendere quel casolare inaccessibile per togliere terreno sotto i piedi a chi delinque».
Il sindaco, Davide Colombo, assicura la massima attenzione: «È una proprietà privata, ma so che le forze dell’ordine, come sempre, sono al lavoro – commenta – Sappiamo bene che il problema dello spaccio è presente non solo qui, ma sul territorio. Confidiamo nelle attività delle forze dell’ordine».
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