Altra truffa del falso carabiniere: ma il colpo non è andato a segno

Valbrona. L’ennesimo raggiro è stato tentato ai danni del B&B “Il Narciso”. La titolare: «Voleva lo storno di 560 euro, ma la sua ricevuta era falsa»

Valbrona

Tentata truffa ai danni di una titolare di B&B a Valbrona, “Il Narciso” di via Ortalli, i malviventi che si sono finti appartenenti alle forze dell’ordine per ottenere la restituzione di parte di un bonifico da 1.400 euro. Il fatto è stato denunciato ai carabinieri della stazione di Asso da Antonietta Zizzo, la titolare, che ha raccontato nel dettaglio quanto accaduto.

Martedì scorso la donna è stata contattata telefonicamente da una persona che si è presentata come carabiniere chiedendo la disponibilità per una prenotazione di più giorni. Dopo un primo contatto via email per definire il soggiorno, la chiamata di una donna, sempre teoricamente dell’arma, quindi la prenotazione per quattro carabinieri dal 21 al 28 aprile.

Nei giorni successivi la titolare ha ricevuto una seconda telefonata da un uomo che si è qualificato come maresciallo, con accento campano, sostenendo che per errore fosse già stato effettuato un bonifico superiore alla cifra richiesta e chiedendo la restituzione della differenza. «Mi diceva che avevano versato 1.400 euro e che avrei dovuto restituire parte dell’importo», ha riferito Zizzo. L’uomo ha poi richiamato ed insistito affinché la donna rimanesse al telefono durante l’operazione e nel mentre facesse il bonifico, considerando che la telefonata era registrata come previsto - secondo il finto maresciallo – dalla Procura della Repubblica. La cifra da restituire era di 560 euro.

A quel punto il maresciallo passava la telefonata ad una donna. «Mi ha spedito una email in tempo reale con la ricevuta del pagamento da 1.400 euro e il loro Iban per stornare i 560 euro. Il tutto restando sempre al telefono».

Naturalmente la ricevuta era falsa. «Precedentemente l’uomo aveva chiamato anche con un fisso e sul display del cellulare usciva la dicitura: “Carabinieri Compagnia Milano Duomo”. Avendo il loro Iban ho provveduto a fare il bonifico ma la mia banca lo ha bloccato ritenendolo non sicuro», ha raccontato ancora la donna.

I truffatori hanno quindi tentato di indirizzarla verso altre modalità di pagamento, suggerendo perfino l’utilizzo di carte ricaricabili. «Mi sono insospettita e ho contattato mio marito, sempre mentre ero al telefono, che a sua volta ha chiesto informazioni a un conoscente carabiniere. Mi ha chiesto di verificare se sul conto sia mai arrivato il bonifico da parte di questi finti carabinieri, non c’era però traccia. Chiedevo quindi la data del bonifico e il motivo del mancato incasso».

La conversazione si è interrotta poco dopo e non è stato effettuato alcun trasferimento di denaro. La donna ha quindi deciso di formalizzare la denuncia, mettendo a disposizione anche email e messaggi ricevuti.

Si tratta di un raggiro purtroppo sempre più diffuso: i truffatori si fingono operatori delle forze dell’ordine o clienti istituzionali per guadagnare fiducia, utilizzando poi la tecnica del falso bonifico con richiesta di restituzione della somma eccedente. Episodi simili sono stati segnalati negli ultimi mesi in diverse località turistiche italiane.

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