Asso-Canzo, i militari in stazione: «Ora i passeggeri saranno più sicuri»

Iniziativa. Si tratta del personale messo a disposizione per il progetto “Strade Sicure”. Zoffili: «A Erba hanno dato ottimi risultati». Molteni: «La loro presenza è un deterrente»

Asso- Canzo

Arrivano i militari nelle stazioni di Asso-Canzo e di Canzo. Si tratta degli uomini messi a disposizione per il progetto “Strade Sicure” che raggiunge anche il territorio canzese. Ieri pomeriggio la presentazione ufficiale dell’intervento, per quanto riguarda Canzo, con la presenza dei vertici militari e delle autorità politiche e istituzionali impegnate su questo fronte.

Attorno alle 13 sono arrivati prima i militari con una Jeep grigia e poi con un furgoncino fuoristrada mimetico: l’intenzione è quella di presidiare in modo continuativo la stazione di Canzo-Asso e quella di Canzo per contrastare fenomeni delinquenziali e aumentare la percezione di sicurezza tra i cittadini e i pendolari. Un presidio visibile, dunque, che si inserisce nell’operazione nazionale “Strade Sicure”, attiva da anni nelle città italiane e ora estesa anche a queste due realtà ferroviarie del territorio.

Presenti il deputato Eugenio Zoffili, il sottosegretario Nicola Molteni, il prefetto di Como Corrado Conforto Galli, il questore Filippo Ferri, i vertici di carabinieri e guardia di finanza, i sindaci di Asso e Canzo, Mirko Donadini Pina e Giulio Nava, insieme ad alcuni componenti dei rispettivi consigli comunali.

Il deputato leghista Zoffili, che ha fortemente voluto la presenza dei militari a Canzo, ha introdotto l’incontro: «I cittadini hanno apprezzato l’impiego dei militari a Erba e si sono chiesti: perché non anche a Canzo? Anche qui nel tempo si sono registrate risse ed episodi di spaccio. Ho chiamato il prefetto e il sottosegretario e ora siamo qui a dare il benvenuto ai militari. Siamo soddisfatti che la richiesta sia stata accolta. Lo Stato è presente e combatte ogni giorno. Grazie ai militari per quanto fanno qui e in tutta Italia. Questa operazione è importante per la lotta al traffico di stupefacenti. Tolleranza zero contro chi vende morte ai nostri ragazzi».

Il sottosegretario Molteni ha aggiunto: «Parlando di sindaci, arriviamo da un incontro a Mariano con trenta amministratori locali. Si è parlato di “sicurezza integrata”, che vuol dire mettere assieme tutto ciò che è utile al territorio, mettendo il tutto a sistema. Le stazioni sono il biglietto da visita delle città: qui transitano ogni giorno studenti, lavoratori, famiglie, persone anziane, categorie che vanno protette. Il progetto “Strade Sicure” ha un ruolo fondamentale: in provincia sono impegnati 30 militari. È un presidio in più di vigilanza, controllo e deterrenza. Questi ragazzi in uniforme sono un orgoglio nazionale e vanno rispettati, anche alla luce di quanto visto ieri con un poliziotto preso a martellate. Oggi più che mai rispetto e onore alle forze dell’ordine».

Il prefetto

Il prefetto Corrado Conforto Galli non si è dilungato e ha fatto un breve ragionamento, sempre sul tema della collaborazione: «La parola magica è sicurezza integrata: fare sistema con tutte le forze di polizia e con i sindaci. Alzando un telefono si trovano le soluzioni, è un sistema che funziona. Ci sono tanti tasselli importanti che si integrano tra loro».

Zoffili ha ricordato anche il progetto “Strade Sicure” per quanto riguarda il suo impatto nazionale: «La volontà è ora quella di aumentare il numero di militari destinati all’operazione, portandoli dagli attuali 6.800 a circa 9.800. Dopo aver difeso il progetto negli anni, questo è il prossimo obiettivo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA