(Foto di bartesaghi)
Luigi Anghileri premiato da Fondazione Acampora per l’affermazione a livello nazionale: Prenderà servizio a Monza come giudice penale: «La riforma? Intacca l’equilibrio dei poteri»
Lettura 1 min.Canzo
Un percorso ineccepibile per il giudice Luigi Anghileri, 29 anni, al primo colpo ha superato il concorso in magistratura classificandosi al primo posto della graduatoria nazionale.
Questo è valso al canzese un riconoscimento ufficiale, il premio Eula indetto dalla Fondazione Acampora, destinato ai primi tre classificati e consistente in una toga e in una somma di denaro.
Ventinove anni, quando oggi l’età media di ingresso in magistratura sfiora i 36. Ma il dato anagrafico è solo l’inizio.
«Il 19 gennaio sono stato premiato dal primo Presidente della Cassazione per essermi classificato al primo posto della graduatoria del concorso in magistratura – racconta Anghileri -. La cerimonia si è svolta nell’Aula Magna della Cassazione, poco prima del tradizionale incontro dei neo magistrati con il Presidente della Repubblica. Il premio è indetto dalla Fondazione Acampora, che è l’Istituto Nazionale di Previdenza e Mutualità fra i Magistrati Italiani. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Roma alla presenza del Primo Presidente della Corte, Pasquale D’Ascola, e del Procuratore Generale Aggiunto, Giulio Romano».
Prima della premiazione, il Primo Presidente ha richiamato i neo magistrati alla necessità di «coniugare preparazione tecnica, indipendenza e umanità». Un concetto ribadito anche dal Procuratore Generale aggiunto: «Dietro ogni fascicolo processuale ci sono persone in carne e ossa, sulle quali la decisione del giudice è destinata a incidere in modo spesso decisivo».
Parole che Anghileri ha fatto proprie nel suo breve intervento, parlando dell’«emozione provata nel superare il concorso, peraltro nell’inaspettata posizione di primo in graduatoria» e sottolineando come «il premio ricevuto costituirà un ulteriore stimolo a esercitare le funzioni giurisdizionali al meglio delle mie possibilità».
Il percorso di Anghileri parte da lontano: maturità classica al Collegio Gallio di Como, laurea con lode in giurisprudenza all’Università Statale di Milano. Nominato magistrato con decreto ministeriale il 4 aprile 2025, ha iniziato il tirocinio al Tribunale di Milano. Da giugno sarà giudice penale al Tribunale di Monza.
C’è un orgoglio che attraversa questa storia e che parla anche al territorio. Perché non è frequente che da un paese come Canzo emerga un profilo capace di primeggiare a livello nazionale in un ambito tanto complesso e selettivo.
E mentre muove i primi passi nella professione, Anghileri dimostra già una visione chiara del ruolo che lo attende, tanto da ragguagliare sulla riforma costituzionale della magistratura al voto a marzo: «La riforma non riguarda la separazione delle carriere, che di fatto è già prevista dalla legge: essa, piuttosto, intacca l’equilibrio dei poteri garantito dalla Costituzione». Una riflessione che si concentra su alcuni punti critici: «Lo sdoppiamento del Csm e la sottrazione ai magistrati del diritto di eleggere i propri rappresentanti rischiano di minare l’indipendenza della magistratura. In Italia qualunque categoria ha il sacrosanto diritto di eleggere i propri rappresentanti negli organi che la governano». Per questo la sua posizione è netta: «Sono convinto che al referendum sia giusto votare no».
© RIPRODUZIONE RISERVATA