Che beffa: Pedemontana addio. E la Milano-Meda a pagamento

Il caso La Regione ha archiviato il prolungamento dell’autostrada fino ad Orio al Serio. Così ne soffre il traffico comasco. «I nostri pendolari spenderanno 100 euro in più al mese»

Cantù - Mariano

Stralciata la tratta verso la bergamasca la Pedemontana partita dal varesotto è rimasta spezzettata, con la Milano Meda a pagamento il dazio più pesante lo pagano i comaschi brianzoli.

La Regione ha deciso di chiudere definitivamente la stagione dell’autostrada che doveva correre da ovest a est sotto alle Alpi in orizzontale. Senza più prolungare il collegamento oltre Vimercate, preferendo una soluzione più breve e verticale, anche alla luce dell’opposizione di gruppo di Comuni monzesi decisi a dar battaglia.

L’autostrada, che doveva andare da Bergamo a Orio Al Serio, oggi è davvero completa solo nel primo tratto che serve Varese, il proseguimento invece si è più volte interrotto, il primo progetto ormai è finito nel cassetto.

La situazione

L’opera incompiuta interessa la nostra provincia in particolare nella bassa, già toccata dalla Pedemontana con dei cantieri che sono andati avanti per anni non senza ritardi e disagi. Gli scavi adesso sono arrivati nella brianza, con i lavori in partenza sotto al confine sud del territorio comasco. È proprio questo allaccio che in un futuro non lontano porterà la Milano Meda ad essere compresa nella Pedemontana e a diventare dunque una nuova tratta a pagamento. Per molti pendolari comaschi si tratta di fatto di una nuova tassa, fino a cento euro al mese. Così racconta il comitato che si è formato per osteggiare questa soluzione, economicamente valida per far quadrare i bilanci della sfortunata opera, pagata in parte con il contributo dei cittadini e pagata doppiamente tramite i pedaggi. L’alternativa per chi si muove in automobile dal marianese, dal canturino, dal lomazzese, è risalire verso Como attraverso la viabilità ordinaria, già lentissima, direzione Lecco. Aggravando il traffico già lento tra Albese, Tavernerio, Lipomo, dove la tangenziale per Como, morta e sepolta, non è mai venuta alla luce e sbuca nei campi. Pagato dazio comunque il servizio rapido tra Varese e Bergamo è rimasto spezzato.

La Pedemontana, l’asse orizzontale sotto ai monti e sopra a Milano, è un progetto che si trascina almeno dagli anni ottanta. I risultati, in termini di costi e anche di flussi, non sono stati secondo molte voci autorevoli all’altezza delle aspettative. Delusi in particolare gli imprenditori del tessuto produttivo, primi sostenitori dell’opera.

La protesta

«Con lo stralcio della tratta D, tra Monza e Brianza, la Pedemontana rimane spezzata – commenta il consigliere regionale comasco del Pd Angelo Orsenigo - è un’opera incompiuta che non raggiunge come doveva in origine la bergamasca. Tra Malpensa e Orio al Serio l’autostrada oggi realizzata è quasi solo di pertinenza di Varese. Nel Comasco la tangenziale cittadina è dimenticata, mentre la Milano Meda inclusa nel tracciato purtroppo diventerà a pagamento nonostante le reiterate proteste da parte dei cittadini. Visti in particolare i costi pesanti per i nostri pendolari. Fino a 100 euro al mese, le zone più colpite saranno quelle del canturino e del marianese. Chi non vorrà pagare contribuirà a creare traffico nella viabilità ordinaria. Per raggiungere Como città lungo la statale per Lecco, come pure nella zona della cintura urbana in arrivo verso Lora Lipomo».

Il completamento della tratta verso est, stralciato da un primo documento regionale, ormai è impensabile che possa venire ultimato.

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