Comuni montani, Erba salva
Il caso Limiti più blandi: restano anche Eupilio, Longone e Castelmarte. Zoffili esulta: «Ce l’abbiamo fatta»
Erbese
Dopo mesi di incertezza Erba, Eupilio, Longone al Segrino e Castelmarte possono tirare un sospiro di sollievo: resteranno comuni montani, con tutti i benefici del caso tra finanziamenti e agevolazioni. I nuovi criteri di classificazione proposti giovedì dal ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, sono molto più blandi rispetto alla proposta originaria di dicembre che avrebbe comportato la perdita dello status montano per i quattro comuni dell’Erbese.
La storia è partita a dicembre, quando Calderoli ha presentato a Regioni, Province e Anci nuovi criteri per la classificazione dei comuni montani. L’obiettivo era sfoltire il numero dei paesi che possono beneficiare di finanziamenti, agevolazioni per l’avvio di nuove imprese e per l’acquisto delle abitazioni, esenzioni dal pagamento dell’Imu sui terreni agricoli e deroghe per mantenere aperti i plessi scolastici con pochi alunni.
I parametri
In base ai nuovi parametri Erba, Eupilio, Longone al Segrino e Castelmarte sarebbero stati declassificati. A livello nazionale si è alzata la voce degli enti territoriali, che hanno chiesto al governo di rivedere i criteri per non penalizzare i piccoli centri; la trattativa è stata lunga e complessa, diverse proposte intermedie sono state bocciate.
La svolta è arrivata giovedì, quando Calderoli ha presentato una nuova bozza: manca l’intesa in Conferenza Stato-Regioni, ma molto difficilmente si tornerà indietro. Nel nuovo elenco, pubblicato sul sito dell’Uncem (l’unione dei comuni, delle comunità e degli enti montani), tornano Erba, Eupilio, Longone al Segrino e Castelmarte.
Per l’Erbese si è interessato del tema il deputato Eugenio Zoffili, tenendo i contatti con il ministero per gli Affari regionali e Regione Lombardia per chiedere il mantenimento dello status montano. La notizia dei nuovi criteri lo ha raggiunto mentre è in viaggio negli Stati Uniti: «Ce l’abbiamo fatta!» è il commento a caldo.
«Nonostante l’argomento controverso e dibattuto, siamo riusciti a trovare un punto di equilibrio e a trovare una soluzione il più possibile trasversale e condivisa» ha detto il ministro Calderoli. «Il mio impegno è sempre stato quello di venire incontro alle esigenze dei territori con reali criticità tipiche della montagna e in questo senso abbiamo lavorato. Sulla base di questa nuova classificazione, saranno montani 3.715 Comuni».
Altitudini
In base ai nuovi parametri, per essere considerato montano a un comune basta avere almeno il 20 per cento della superficie al di sopra di 600 metri di altitudine, o un’altitudine media dai 350 metri in su o un’altitudine massima da 1.200 metri in su.
Per quanto riguarda il decreto relativo alla definizione dei criteri, conferma Calderoli, «si è raggiunta l’intesa con Comuni e Province, mentre c’è una mancata intesa con le Regioni che si sono comunque espresse favorevolmente a maggioranza e hanno votato all’unanimità la deroga sul termine dei trenta giorni per poter procedere in Consiglio dei Ministri. Ciò significa che possiamo andare avanti nel percorso previsto».
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