Comuni montani, limiti meno “alti”. Ma Erba resta a rischio

Il caso I nuovi criteri di ammissione. La quota media passerebbe da 600 a 350 metri: salvi Castelmarte, Eupilio e Longone al Segrino

Erba

I nuovi criteri per la definizione dei comuni montani verranno discussi a febbraio (probabilmente giovedì 5) in Conferenza Stato-Regioni. Stando alle indiscrezioni emerse in questi giorni, la bozza del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli porterebbe da 600 a 350 metri l’altitudine media per essere considerati paesi di montagna: fosse così, si salverebbero Castelmarte, Eupilio e Longone al Segrino, mentre resterebbe in sospeso la città di Erba.

Il tema dei comuni montani tiene banco da dicembre, quando il governo ha proposto nuovi criteri per la classificazione dei paesi di montagna. L’obiettivo è rivedere parametri che risalgono a decenni fa e che non rendono giustizia alla realtà geografica del territorio. Se fosse stata accolta la prima proposta del governo, Erba, Castelmarte, Eupilio e Longone al Segrino sarebbero stati declassificati.

La situazione

Perdere lo status di comune montano significa rinunciare a finanziamenti dedicati, ad agevolazioni fiscali per l’avvio di nuove attività e l’acquisto della prima casa, a deroghe per il mantenimento di plessi scolastici con pochi alunni. A fronte di questo scenario, i rappresentanti di comuni, province e regioni hanno chiesto al ministro di rivedere la proposta originaria.

A quanto risulta, Calderoli avrebbe già fatto circolare una bozza. Secondo diverse fonti che l’hanno visionata, l’altitudine media per i comuni montani passerebbe dai 600 metri della proposta di dicembre a 350 metri. Fosse davvero così, ma manca l’ufficialità e il documento dovrà comunque essere approvato dagli enti territoriali, si salverebbero Castelmarte (459 metri di altitudine media), Eupilio (383 metri) e Longone al Segrino (368 metri).

I vantaggi

Resterebbe in sospeso, ancora una volta, la città di Erba, che ha un’altitudine media di 320 metri. Le stesse fonti parlano però di altri correttivi che finirebbero per salvare gran parte dei comuni originari, come richiesto da Anci, dall’Unione delle province e dalle Regioni, oltre che da diversi rappresentanti politici dei territori (per l’Erbese si è interessato del caso il deputato Eugenio Zoffili, chiedendo al governo e a Regione Lombardia di salvare tutti i comuni a rischio esclusione).

Se davvero finisse per essere salvata la quasi totalità dei comuni già compresi nella lista dei paesi montani, verrebbe meno però lo spirito originario della riforma: considerare montani i territori realmente montani, così che i soldi pensate per le aree a rischio spopolamento finiscano davvero nelle casse dei comuni che scontano questa problematica e devono attirare nuovi residenti.

Non resta che attendere. Il declassamento, per Erba, avrebbe ripercussioni anche in ambito sanitario: la nuova legge sulla montagna è pensata infatti per attirare medici di base nei paesi montani, grazie a incentivi economici e contrattuali; per un giovane medico diventerebbe molto più conveniente essere assegnato nei paesi a pochi chilometri da Erba.

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