Droga con consegna a domicilio: pedinati e arrestati

Canzo Giravano i paesi della zona su una Seat Altea, fermati dalla polizia. Processati per direttissima, hanno patteggiato

Canzo

Le modalità sono note e ricalcano altri interventi compiuti nel recente passato contro lo spaccio di stupefacenti. Consegne porta a porta delle dosi ordinate dai clienti che vengono eseguite da pusher che partono da casa con il giro già programmato, come un normale delivery dello spaccio. Sono proprio queste le modalità utilizzate dagli ultimi due arrestati della squadra Mobile, che sta combattendo da settimane il fenomeno e che questa volta, dopo aver agito nella Brianza comasca ma anche nel capoluogo, ha inviato gli agenti nel Triangolo Lariano per monitorare un giro di consegne portato avanti da due stranieri, uno più “esperto” e l’altro che un cliente ha riferito di vedere «da poco», una sorta di socio-apprendista (seppur già con precedenti) del lavoro da compiere.

In manette sono finiti così due marocchini, Abdelkarim Babbas, 28 anni, il più “esperto” dei due, e Youssef El Mniai, 32 anni. Entrambi sono senza fissa dimora e sono risultati domiciliati a Canzo. Ed era proprio da qui, ritengono gli inquirenti, che partiva il giro di consegne compiuto con una Seat Altea di colore nero che poi toccava anche, per le cessioni delle dosi di stupefacente, i comuni di Asso, Barni, Civenna, Magreglio fino ad arrivare a Ponte Lambro dove poi gli agenti della squadra Mobile sono entrati in azione arrestando i due pusher.

La droga spacciata era cocaina. I poliziotti, nella giornata di giovedì, hanno così agganciato la vettura fin dall’inizio, seguendola per tutto il pomeriggio fino all’ultima cessione di Ponte Lambro dove è poi andato in scena l’arresto. Dall’ispezione i due sono stati trovati in possesso di otto dosi di cocaina nascoste nei calzini e 215 euro in contanti, ritenuti l’ammontare della droga fino a quel momento venduta.

La comunicazione dell’intervento è stata girata al pm Michele Pecoraro che ha disposto per ieri mattina il processo con il rito direttissimo.

I due hanno scelto di patteggiare la pena, quantificata in un anno di reclusione per Babbas e in 10 mesi per El Mniai che sono poi tornati in libertà con l’obbligo di firma in Questura tre volte alla settimana. Nel corso delle operazioni gli agenti della squadra Mobile hanno anche segnalato alla Prefettura come assuntore uno dei clienti. Quest’ultimo, sentito dalla polizia, ha confermato gli acquisti di droga dal più “esperto” dei due marocchini, segnalando però come nelle ultime occasioni al giro si fosse unito anche il nuovo “socio”.

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