Erba, addio monti: scuole a rischio e meno agevolazioni

La querelle Ricominciano oggi a Roma le trattative per evitare l’esclusione dai Comuni montani - A rischio anche Longone al Segrino, Eupilio e Castelmarte

Erba

Oggi a Roma riprendono le trattative sui criteri di definizione dei comuni montani, uno status che garantisce contributi e agevolazioni ai cittadini residenti.

Da oltre un mese c’è una discussione in corso tra gli enti territoriali e il ministro Roberto Calderoli, che auspica parametri più stringenti: rischiano di perdere la classificazione montana Erba, Longone al Segrino, Eupilio e Castelmarte. Dalla medicina all’istruzione, passando per l’acquisto della prima casa e l’avvio di nuove attività, le ripercussioni sarebbero notevoli.

Contro lo spopolamento

Il caso è montato lo scorso autunno, a seguito dell’approvazione di una legge sulla montagna che contiene misure per contrastare lo spopolamento. Calderoli, ministro per gli Affari regionali, ha chiesto a una commissione di stabilire nuovi criteri per definire i paesi montani: sulla base della prima proposta, a livello nazionale i comuni passerebbero da 4.200 a 2.800. Tra gli esclusi ci sarebbero Erba, Longone al Segrino, Eupilio e Castelmarte. Gli enti locali hanno chiesto però al governo misure meno stringenti e hanno incontrato due volte Calderoli in Conferenza unificata, ma le riunioni sono state rinviate in mancanza di un accordo. Per il territorio comasco, il deputato leghista Eugenio Zoffili ha chiesto a Regione Lombardia e al ministero per gli Affari regionali di salvare i comuni a rischio.

Prima di Natale, in assenza di una controproposta unitaria da parte delle regioni, Calderoli ha fissato l’ultimatum per il 13 gennaio: «Il mio auspicio è che entro quella data possa pervenire una proposta condivisa, positiva e di buonsenso per arrivare a un esito il più possibile trasversale e rappresentativo della vera montagna italiana» ha detto il ministro. Nell’attesa, amministratori e funzionari erbesi hanno iniziato a interrogarsi. Che cosa succederebbe se Erba venisse esclusa? Innanzitutto i cittadini non potrebbero sfruttare i benefici previsti dalla nuova legge sulla montagna, approvata a settembre.

Per gli under 40 sfumerebbero agevolazioni fiscali sull’acquisto o la ristrutturazione della prima casa (la legge parla di un «tax credit commisurato all’ammontare degli interessi passivi dovuti sul finanziamento» per i primi cinque anni dalla stipula del mutuo) e agevolazioni fiscali sull’avvio di nuove imprese.

Il capitolo sanitario

Poi c’è il capitolo sanitario. La nuova legge prevede crediti di imposta sull’affitto delle abitazioni per i medici di base che si trasferiscono nei comuni montani; ogni anno di attività svolto in questi paesi, inoltre, garantisce punteggio doppio nei concorsi pubblici: sfumerebbe quindi l’opportunità di attirare nuovi medici di famiglia, di cui c’è gran bisogno.

Quanto alla scuola, come per i medici non ci sarebbero crediti di imposta sugli affitti per gli insegnanti. Ancor più grave, verrebbero meno le deroghe sul numero minimo di alunni per tenere aperto un plesso: nel giro di qualche anno, a fronte del calo demografico, si rischierebbe di perdere uno dei tre asili o una delle quattro primarie.

C’è infine il capitolo Imu. Nei comuni montani, l’imposta sui terreni agricoli non è dovuta; nei comuni di pianura, invece, si paga. O meglio, la paga chi possiede terreni senza svolgere attività agricola diretta: per chi coltiva professionalmente la terra non cambia nulla, mentre l’imposta (anche se molto ridotta) è dovuta sui terreni incolti di proprietà.

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