Erba, Comune contro Soprintendenza: «No al vincolo su via Battisti»

Erba La giunta vuole realizzare un posteggio, ha incaricato il suo avvocato per ricorrere al Tar

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Erba

Il Comune di Erba si opporrà in ogni sede al vincolo posto dalla Soprintendenza sulla trecentesca casa Carpani e sull’area circostante delimitata da piazza Prina, via Carpani, piazza Torre e via Diaz. L’amministrazione del sindaco Mauro Caprani si prepara a impugnare il provvedimento al Tar con il proprio ufficio legale: in quella zona avrebbe voluto realizzare un parcheggio per la scuola elementare e per la casa di riposo.

La vicenda

La vicenda è riassunta per sommi capi nella deliberazione approvata lunedì dalla giunta. Nell’estate 2023 l’amministrazione ha avviato una variante al piano dei servizi: tra le tante disposizioni contenute nel documento urbanistico, un terreno privato affacciato su via Battisti - di fianco alla scuola elementare e di fronte alla Casa della Gioventù - è stato trasformato da “ambito di antica formazione” ad “area destinata a parcheggio”.

L’obiettivo è espropriare il cortile per renderlo un’area di sosta, un progetto contestato dai proprietari che nella primavera del 2025 - a seguito dell’approvazione definitiva del piano dei servizi in consiglio comunale - hanno fatto ricorso al Tar (il giudizio è ancora pendente). Il 26 marzo 2026 è arrivata una grossa sorpresa. La Soprintendenza ha posto un vincolo sulla casa Carpani, un edificio trecentesco nella parte sud del borgo di Villincino, e su tutta area contigua, per preservare la visuale d’insieme.

L’area comprende anche il terreno che dovrebbe ospitare il parcheggio, insieme a numerose abitazioni private: di fatto sono vietate nuove edificazioni e ogni modifica, anche per quanto riguarda le piantumazioni, dovrà essere approvata dalle Belle arti.

Per prima cosa, spiega il sindaco Caprani, «abbiamo inviato alla Soprintendenza le nostre osservazioni entro i termini previsti. Riteniamo che l’apposizione di un vincolo così vasto non abbia tenuto in debita considerazione il bilanciamento tra le esigenze di tutela del patrimonio storico e l’interesse pubblico nella pianificazione dei servizi».

«Troppo penalizzante»

Il vincolo, per l’amministrazione, «è penalizzante anche alle luce delle esigenze di riqualificazione e adeguamento del patrimonio edilizio esistente»: di fatto i proprietari potrebbero incidere pochissimo sulle proprie abitazioni, anche nell’ottica della rigenerazione urbana.

La richiesta del Comune è che il procedimento venga chiuso senza apporre vincoli o altre prescrizioni sulla parte sud di Villincino, o in subordine di limitare le prescrizioni evitando l’imposizione di un vincolo di inedificabilità assoluta sull’intera area e permettendo di intervenire sugli immobili in modo efficace e tempestivo.

Se la Soprintendenza non farà passi indietro, la pratica finirà sulla scrivania dei giudici. «In quel caso non resterà che il ricorso al Tar e nelle sedi opportune» conferma Caprani. «Con la deliberazione di lunedì la giunta ha dato il via libera a procedere per vie legali, affidando l’incarico di difesa delle ragioni del Comune all’avvocato Laura Giacomelli dell’ufficio legale interno».

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