Erba, fermo dei veicoli per chi non paga le imposte

Lotta all’evasione Scelta la nuova società di riscossione crediti. Dopo il biennio sperimentale, incarico di cinque anni

Erba

Dopo due anni di sperimentazione con la napoletana Sogert, ora tocca alla Abaco di Padova. La società veneta ha vinto l’appalto per la riscossione coattiva di imposte, tasse e multe per il quinquennio 2026-2030: alla gara, gestita dalla Provincia di Como, hanno partecipato cinque aziende. Cambiano i protagonisti, ma per i debitori proseguiranno i pignoramenti e verranno inaugurati i fermi amministrativi dei veicoli.

L’esito dell’appalto era molto atteso tra i funzionari dell’ufficio tributi. Da quando l’amministrazione ha scelto di rivolgersi ai privati per la riscossione dei crediti, infatti, i risultati della lotta all’evasione sono stati notevoli: la svolta è arrivata nel 2024, con il pignoramento di 590 conti correnti intestati ai debitori. Chiuso il biennio sperimentale con la campana Sogert, l’amministrazione ha deciso di affidare il servizio per il quinquennio 2026-2030 passando da una gara pubblica.

La Provincia di Como, che ha gestito la procedura, ha ricevuto cinque offerte: non è mancata quella della Sogert, dopo i successi dei mesi precedenti, ma l’offerta economica della Abaco ha sbaragliato tutti. Il Comune di Erba aveva previsto un aggio (la quota delle riscossioni che resta nelle tasche della società) pari al 7 per cento, la società padovana la ha ribassato allo 0,01 per cento: di fatto si accontenterà di un canone annuo fisso di 60mila euro.

Cinque offerte

Il cambio della guardia non comporterà certo un allentamento della lotta all’evasione. Anche la nuova società attua i pignoramenti (in sede di gara ha dichiarato di averne effettuati oltre 300mila a livello nazionale nel triennio 2022-2024) e il Comune di Erba, con il nuovo appalto, ha previsto anche il fermo amministrativo dei veicoli a carico dei debitori. Abaco si occuperà di riscuotere vecchie entrate tributarie (quindi Imu, tassa rifiuti) ed extratributarie (sanzioni stradali).

Stando al bilancio di previsione approvato a dicembre dal consiglio comunale, nel 2026 l’amministrazione comunale conta di incassare poco meno di un milione di euro dalla lotta all’evasione tributaria. Nello specifico si parla di 935mila euro, costituti in gran parte dall’Imu che resta l’ambito in cui si registra il maggior tasso di elusione.

Giro di vite

A questo proposito, ha specificato la dirigente del settore finanziario Milena Mazzoni, «l’ufficio tributi procede all’attività di accertamento tramite l’utilizzo di uno specifico applicativo e incrociando la banca dati Imu con le altre banche dati comunali (anagrafe dei residenti e pratiche edilizie) e con quella catastale».

Tra 2026 e 2027 «proseguirà in particolare l’attività di verifica Imu sulle aree fabbricabili intrapresa nel corso del 2024»: si tratta di verificare che i proprietari dei terreni edificabili stiano effettivamente pagando il dovuto e che nel frattempo le aree non siano state edificate.

La lotta all’evasione non si ferma, ma l’amministrazione ha garantito che l’imposizione fiscale a carico di chi paga regolarmente le tasse resterà invariata anche nel corso del 2026.

© RIPRODUZIONE RISERVATA