Folla per l’addio alla parrucchiera. «Non ti dimenticheremo mai, Elena»

Brenna Abbraccio commosso al marito e alla figlia, che le ha scritto: «Ti voglio bene, mamma». Il parroco: «Cerchiamo un po’ di consolazione». Tanti messaggi: «Nel cuore il tuo dolce sorriso»

Brenna

«Ti voglio bene mamma. Aly», il messaggio firmato dalla figlia, Alice, 17 anni, con due cuoricini a fianco. E poi, tantissime altre frasi per ricordare Elena Scanu, morta a 49 anni. «Nel cuore il tuo dolce sorriso». «Ci mancherai». «Sei unica». «Non ti dimenticheremo mai». «Brilla più che puoi». Ma anche: «Senza parole».

Già. Senza parole. Tanto doloroso silenzio, ieri pomeriggio, alle 15, per i funerali. La chiesa parrocchiale di San Gaetano piena. In tanti anche sul sagrato, dove sono stati montati gli altoparlanti.

L’ultimo saluto alla titolare del negozio di acconciature di via Milano. Il laboratorio al piano terra, separato dal suo appartamento soltanto da una porta. A cui Elena, nel corso degli anni, ha voluto abbinare un approccio olistico, all’insegna del benessere mentale e fisico.

Polmonite fulminante

Elena non ha mai avuto problemi di salute. Fino a qualche settimana fa. Il medico di famiglia, nel suo studio di Cantù, le aveva detto che la sua era una bronchite. Che la saturazione a 60 era un dato inficiato dallo smalto sulle unghie. Poi, qualche giorno fa, il tracollo. Elena che viene portata in ospedale. Intubata e poi morta nel giro di un’ora appena. I medici del presidio di Erba, a loro volta, scossi e increduli. Nel constatare qualcosa che, hanno detto ai familiari, nemmeno avevano visto con il Covid. Le lastre hanno rivelato una polmonite bilaterale, acuta e fulminante, che si è presa la vita di Elena.

Ma ieri, chi c’era ha voluto semplicemente salutarla. Condividere il dolore. Accarezzare il feretro, sormontato e circondato da rose bianche e girasoli. Abbracciare la sua famiglia: il suo compagno, sua mamma, il papà di Alice e la ragazza stessa.

«Oggi chiediamo a Dio un po’ di consolazione - ha detto nell’omelia il parroco della comunità pastorale Madonna delle Grazie don Paolo Dondossola - Tante persone e i familiari stretti si chiedono: “Perché proprio lei?” Affidate le vostre domande al Signore perché possa darvi un abbraccio di consolazione e di misercordia: che ci aiuti a credere che questa nostra vita non svanisce come polvere al vento, ma che viene raccolta, per essere esaltata nella gioia eterna del Paradiso».

«Difficile trovare le parole»

«Elena è stata improvvisamente chiamata alla casa del Padre. È profondo il dolore - dice - è sempre difficile trovare le parole giuste, parole che rischiano di essere superflue. La presenza di così tante persone in chiesa e in piazza ci dice dell’affetto sincero di tutti voi per Elena. Quando una persona giovane viene a mancare nel pieno della sua vita, delle sue forze, dei suoi sogni e dei suoi progetti, ci chiediamo che senso ha vivere, che senso ha scegliere determinate strade, che senso ha impegnarsi, fare fatica, quando basta un soffio e la nostra vita ci viene richiesta. Ci rendiamo conto che non sono i nostri progetti che ci danno sicurezza. Ma che l’uomo ha bisogno di qualcosa a fondamento di più solido: la fede nel Signore».

In tanti si sono soffermati a lungo all’esterno della chiesa, a fianco del feretro, prima dell’ultimo viaggio di Elena verso la cremazione. Il pianto dei suoi cari, gli abbracci e le pacche tra amici per provare a farsi forza. E una delle tante foto di Elena con il suo sorriso.

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