Il vigile che ha salvato una donna dal suicidio: «Mi ha abbracciato e ringraziato»

Intervento decisivo L’agente Giovine evita un suicidio sul ponte di Paderno: «Ha tentato di buttarsi, per fortuna l’ho afferrata in tempo. Mi ha ringraziato»

L’agente della polizia locale di Sormano, Mario Giovine, 56 anni, è stato protagonista di un salvataggio sul ponte di Paderno d’Adda che divide la provincia di Lecco da quella di Bergamo.

L’agente è intervenuto per salvare la vita a una donna che stava tentando di suicidarsi al punto che aveva già scavalcato il parapetto del viadotto fino a restare con una gamba sospesa nel vuoto. L’agente Giovine è in servizio nei Comuni di Robbiate, Paderno d’Adda e Verderio oltre che a Sormano dove è presente in particolare nei fine settimana per regolare, sopratutto d’estate, l’alta presenza turistica.

Giovine l’8 novembre scorso non ha avuto remore a mettere a rischio la sua incolumità per salvare una donna e ha saputo intervenire con acume e sangue freddo.

Il biglietto

L’agente è di Sovico e quanto avvenuto a Paderno ha avuto eco anche a Sormano. E Giovine ripercorrere quei drammatici istanti. La donna, inoltre, avrebbe lasciato un biglietto in cui raccontava ai familiari l’intenzione di farla finita buttandosi da un ponte: «L’8 novembre alle 14,45 circa siamo stati avvisati di questa donna che si era allontanata di casa probabilmente con propositi non particolarmente positivi. Abbiamo quindi pensato al ponte di Paderno d’Adda purtroppo più volte protagonista di fatti di cronaca, quindi ci siamo mossi velocemente verso quella direzione. Appena sceso dall’auto ho visto questa signora che si trovava a metà ponte, ho tolto la giacca per non mostrarle le insegne della polizia locale e mi sono avvicinato. C’era diversa gente sul ponte ma mi aveva colpito questa signora da sola a metà».

L’agente ha quindi cercato di intuire i propositi della signora.

Passo veloce

«Mi sono avvicinato a passo veloce, e quando ero abbastanza vicino la donna ha preso un metro di rincorsa per salire sulla balaustra. A questo punto sono corso verso la donna e l’ho afferrata mentre già aveva una gamba nel vuoto».

Sono stati attimi davvero intensi. «L’ho tirata verso di me, ma era veramente molto forte, quindi ho cercato di bloccarla e ho atteso che arrivasse la collega a darmi una mano. Alla fine in due siamo riusciti a staccarla dalla pericolosa posizione. Nella colluttazione mi ha anche tirato qualche colpo ben assestato, si trattava di una donna molto in forma, alla fine ci siamo seduti vicino alla nostra macchina e si è lasciata convincere ad essere trasportata in una struttura per farsi seguire».

La signora starebbe vivendo un periodo difficile in famiglia e al lavoro: «Mi ha detto che è un’assistente sociale, segue dei ragazzini e pare abbia diverse difficoltà con alcuni giovani. Prima di andare via mi ha abbracciato, ringraziato e chiesto scusa per avermi fatto male nella colluttazione. Mi ha fatto molto piacere ricevere questa attenzione».

L’agente a Sormano è conosciuto soprattutto per il suo servizio alla Colma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA