La “Porta del cielo” ancora senza un posto

Albese con Cassano Dibattito aperto sulla collocazione dell’opera in fase di lavorazione: lunga 32 metri, è alta 9

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Albese con Cassano

Un’opera intrigante, affascinante e importante anche per le sue dimensioni. È la “Porta del cielo”, installazione monumentale in fase di realizzazione da parte dell’artista albesino Raffaele Beretta: una porta trionfale in polvere di marmo con struttura metallica. Un compendio di storia del paese lungo 32 metri, alto 9 e profondo circa due.

Un progetto ambizioso che, pur essendo già stato presentato anche alla Commissione Cultura di Regione Lombardia, non ha ancora una collocazione e sembra non esserci alcun impegno pregresso o iter in corso per le autorizzazioni. L’opera non è ancora ultimata e il sindaco Alberto Gaffuri intende vedere a breve i lavori.

L’ipotesi

L’idea sarebbe quella di posizionare l’opera nel parcheggio di piazza Olimpionici Albesini, ma per arrivare al traguardo servono il completamento della struttura e una serie di autorizzazioni e impegni che, ad oggi, mancano, come sottolineato proprio dal sindaco Gaffuri.

Ad aprire il dibattito è l’ex sindaco e attuale capogruppo di minoranza Carlo Ballabio, sotto la cui amministrazione sono iniziati i lavori nello studio dell’artista: «Attraverso una delibera di giunta c’è un atto di impegno per posizionare la “Porta del cielo” nella piazza davanti al centro civico. Mi aspetto che l’attuale sindaco si impegni a completare l’iter in una logica di continuità amministrativa. Si tratta di un intervento culturale importante che deve andare oltre le divisioni e le contrapposizioni politiche».

Gaffuri si dice sorpreso dalle parole di Ballabio: «Per volontà dello stesso artista non si vuole che quest’opera diventi terreno di scontro politico – spiega -. Se esiste un atto vincolante, non capisco le preoccupazioni; se invece non c’è, allora bisogna costruire un percorso da zero. Ho parlato con Beretta, che sta investendo risorse e passione, ma i tempi non sono ancora maturi: servono valutazioni su modalità, tempi e autorizzazioni».

Il sindaco ha poi aggiunto: «Ritengo sia vergognoso che il mio avversario Carlo Ballabio abbia inserito questo intervento nel programma elettorale. La delibera di Giunta di cui parla non impegna nessuno e ci sono molte valutazioni di carattere costruttivo, di tempi, di posizionamento e di autorizzazioni. È un iter importante e c’è da parte mia il massimo interesse. Se Ballabio vuole dare una mano seriamente, come architetto può firmare il progetto e istruire la pratica per il posizionamento della porta».

Lavoro in costruzione

La porta insomma è in costruzione ma manca, per ora, metaforicamente, la chiave per dare ad Albese un’opera di grande rilievo e respiro.

Raccontava Beretta l’opera: «Il versante sud della porta è ricco di attività, di luce e di costruzioni; il versante nord è occupato interamente dai boschi e dalla selva, che sempre ha funzione di solitudine e di introspezione. Nella porta vengono evocati importanti personaggi del paese, per esempio le vicende di Paolo Pedretti, Campione olimpionico a Los Angeles, nel 1932, nella disciplina ciclistica dell’inseguimento a squadre e di Fabio Casartelli, oro olimpico a Barcellona nella prova individuale di ciclismo su strada».

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