«No al pedaggio sulla Milano-Meda»: le firme sono a quota 20mila
I consiglieri regionali del Pd Orsenigo e Ponti hanno consegnato altre 3.350 adesioni. «L’obiettivo è ottenere una risposta chiara da parte della Regione sulle sue intenzioni»
Como
No al pedaggio sulla Milano Meda, altre 3.350 firme depositate, sono già 20mila i lombardi contro al pagamento. La questione è nota, la superstrada che collega la Brianza al Comasco diventerà a pagamento dopo la riqualificazione e la connessione con Pedemontana, i pendolari rischiano di scucire fino a 100 euro al mese, l’alternativa è buttarsi nella viabilità ordinaria già intasata, magari tra Albese, Lipomo e Lora. Contro a questa decisione, ormai inserita nei bilanci, si sono sollevate diverse petizioni e raccolte firme.
Il Pd, in particolare i consiglieri regionali Angelo Orsenigo e Gigi Ponti, ha consegnato in settimana altre 3.350 firme al presidente del consiglio regionale Federico Romani, nomi e cognomi indirizzati al presidente della Il consigl Gigi Pont giunta lombarda guidata da Attilio Fontana. Erano già state depositate Cantù-circa 10mila firme, in parallelo diversi comitati locali hanno raggiunto altre 6mila sottoscrizioni sempre con la stessa richiesta: la Milano Meda deve restare gratuita.
«L’obiettivo è ottenere una risposta chiara da Regione Lombardia sulla volontà di introdurre il pedaggio sulla tratta B2 Milano–Meda inclusa in Pedemontana – spiegano i due esponenti dem - una scelta di questa giunta che, oltre a gravare pesantemente su cittadini, pendolari e imprese della Brianza, avrà conseguenze rilevanti sulla viabilità locale e sulla qualità della vita delle coe munità coinvolte. L’introduzione del pedaggio rischia infatti di deviare il traffico sulla rete intercomunale con un aumento spropositato dei flussi veicolari di chi cercherà alternative gratuite».
E’ notizia recente, non bastasse, l’ormai definitivo stralcio dalla Pedemontana nell’ultima tratta verso la Bergamasca, scelta una bretella più breve. L’opera immaginata sotto alle Alpi doveva in origine unire rapidamente Malpensa a Orio Al Serio, poi il disegno è stato cambiato, rivisto, tagliato, basti ricordare la tristemente famosa tangenziale di Como che è rimasta monca e sbuca ancora oggi nel verde di Albate.
Alla fine di fatto è stata completata solo la tratta varesina. In questi mesi sono in corso i lavori nella provincia di Monza e Brianza, dove Pedemontana si appresta come detto a inglobare la vecchia Milano Meda, mettendo però il pedaggio. Una tariffa per molti cittadini risulta davvero difficile da comprendere e che però serve a far quadrare i bilanci dell’intera opera Pedemontana. I costi più gravosi peseranno sulle spalle dei cittadini del canturino, del marianese e della bassa.
«Nonostante abbiamo già depositato tantissime firme, circa 20mila, al momento non abbiamo ricevuto alcuna risposta dal presidente Fontana – spiegano ancora Orsenigo e Ponti - rivolgiamo un appello a tutti i consiglieri regionali eletti in Brianza e nel collegio di Como affinché, al di là delle appartenenze politiche, sostengano questa richiesta, sollecitando la giunta regionale a riconsiderare la decisione, mettendo al primo posto le esigenze dei cittadini. Non è accettabile gravare ulteriormente su un pendolare che, a causa dell’assenza di collegamenti pubblici efficienti, rischia di dover spendere oltre cento euro al mese per recarsi al lavoro, né aggiungere traffico e inquinamento a causa di chi sarà costretto a cercare percorsi alternativi gratuiti».
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