Rapine “fotocopia” ai clienti bancomat, condannato a 4 anni

Aveva messo a segno due colpi in pochi giorni a Lambrugo e Inverigo

Lambrugo

Nel mese di aprile del 2024, nel giro di pochi giorni, aveva compiuto due rapine identiche a persone che avevano prelevato dallo sportello Bancomat della filiale di Lambrugo della Banca Intesa Sanpaolo. Colpi in fotocopia, armato di un coltello con una lunghezza di 13 centimetri, che avevano fruttato un bottino di circa mille euro in totale.

Le vittime erano due persone che si erano fermate proprio in quei minuti a prelevare dallo sportello automatico. I carabinieri di Lurago d’Erba, coordinandosi con il pubblico ministero Michele Pecoraro, erano però riusciti a ricostruire i colpi individuando il responsabile che è stato ora giudicato con il rito abbreviato a Como dal giudice Walter Lietti, venendo condannato ad una pena di 4 anni e 2 mesi.

Ad essere arrestato per questi colpi era stato Andrea Selva, 39 anni di Caslino d’Erba. La prima rapina era avvenuta il 4 aprile. Un uomo che all’epoca dei fatti aveva 79 anni, residente ad Inverigo, subito dopo aver prelevato la somma di 500 euro, era stato avvicinato da un uomo con il volto coperto da cappuccio e scaldacollo che brandiva il coltello e che con la minaccia dell’arma si era fatto consegnare i soldi prelevati e altri che già aveva, per un totale di 550 euro.

Il 20 aprile, sempre a Lambrugo, la scena si era ripetuta identica alla precedente con un bottino di 350 euro e con vittima un uomo (che aveva appena prelevato) residente a Barzago in provincia di Lecco. Diversi gli elementi che avevano portato i carabinieri di Lurago d’erba all’identificazione del malvivente, a partire da un tatuaggio sull’avambraccio destro che era stato ripreso dai sistemi di videosorveglianza.

A questo si era aggiunta una particolare marca di scarpe, ripresa in entrambe le rapine ed infine una immagine – finita nelle mani dei militari – dello stesso sospettato ma a volto non coperto, che aveva quindi permesso di ricondurre tutto al nome ed al cognome dell’uomo di Caslino prima arrestato e in queste ore condannato.

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