Sessanta grammi di cocaina in auto. Lui giura: «Era tutta per me». Assolto

La sentenza Arrestato lo scorso anno in piazza del Popolo durante un controllo notturno. Al giudice l’imputato ha spiegato di aver iniziato a far uso di droga dopo un problema personale

La cocaina – poco più di 60 grammi quella che gli era stata trovata dagli agenti della polizia – non la teneva in casa, per non coinvolgere i parenti e perché in fondo aveva anche paura che gliela buttassero via, in quanto contrari a quella dipendenze. Così, dopo un problema che gli era capitato e che gli aveva stravolto la vita, aveva iniziato ad abusare di quella sostanza stupefacente, comprandone in dosi importanti ma non per rivenderla, e nemmeno come intermediario per lo spaccio.

Una posizione che David Defilippi, quarantenne di Pusiano, ha sempre sostenuto fin dal giorno del suo arresto. Una versione che infatti, tramite il suo avvocato Francesca Binaghi, ha ribadito anche nel corso dell’udienza preliminare che si è tenuta con il rito abbreviato. Il giudice alla fine ha assolto l’imputato perché l’uso personale non è previsto dalla legge come reato. L’unica condanna l’uomo l’ha rimediata per un coltellino multiuso che aveva in auto al momento del controllo, arma che ha portato ad una ammenda da 1.600 euro.

In stato confusionale

Ma torniamo all’inizio, perché anche le modalità dell’arresto, che risale al 13 marzo del 2025, hanno alla fine giocato un ruolo in questo epilogo comunque sorprendente. Perché l’uomo era stato controllato dagli agenti di Polizia in piazza del Popolo a Como, vicino a Palazzo Terragni, addormentato nella propria auto, una Range Rover. Era piena notte. Gli agenti lo svegliarono, lo trovarono in stato confusionale, e vollero dunque andare a fondo perquisendo la vettura. E fu qui, nascosto dietro ad un seggiolino da bambino del sedile posteriore, che saltarono fuori i 60 grammi di cocaina che vennero subito posti sotto sequestro, mentre il quarantenne veniva condotto in carcere.

All’indomani, di fronte al giudice delle indagini preliminari che gli concesse i domiciliari, l’arrestato iniziò a raccontare la propria storia, con quel grosso problema che nel 2023 l’aveva fatto cadere nelle mani della cocaina, droga che tuttavia non voleva tenere in casa, per non coinvolgere i parenti, e che per questo teneva esclusivamente in auto. Ma non per spacciarla, bensì per uso personale, come inutile velo da mettere sopra ai propri problemi. Una versione mai modificata, giunta fino all’aula di tribunale e che ha portato all’assoluzione. Ovviamente a supporto delle dichiarazioni sono arrivate una serie di attività portate avanti dalla difesa incrociate con quanto raccolto dall’accusa, che confermavano l’assenza di ogni strumento per il confezionamento delle dosi (a partire dal bilancino che non fu mai trovato), la non esigenza di dover vendere lo stupefacente per sostenersi, ed anche i prelievi dal Bancomat per quell’acquisto importante di polvere bianca corrispondeva con quanto l’indagato aveva in origine raccontato.

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