Sulle teste dei comaschi 702 antenne: in vent’anni +200%
Il prof. dell’Insubria: «Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino danni per la salute umana»
Como
Negli ultimi vent’anni il numero delle antenne sopra ai nostri tetti è aumentato del 200%. Una delle segnalazioni più frequenti inoltrate al nostro quotidiano, come pure una delle richieste d’intervento più ripetute ai tecnici dell’Arpa, riguarda l’installazione di nuove antenne telefoniche, i cittadini continuano a mostrare preoccupazione per i ripetitori messi dalle varie compagnie per migliorare segnale e traffico, temendo conseguenze negative per la nostra salute, un fatto però mai davvero evidenziato dagli studi scientifici.
Negli ultimi anni la presenza delle antenne solo nel nostro territorio si è moltiplicata in maniera molto rapida per due motivi, principalmente. Ha inciso il passaggio alle nuove tecnologie, dal 2G fino al 5G, ma anche la privatizzazione del settore, per buona parte ciascuna azienda in assenza di accordi con le società concorrenti deve cercare di coprire il territorio con una propria rete, dunque le antenne delle varie compagnie si sommano.
E così, si legge nel portale georeferenziato di Arpa, nel lontano 2004 le antenne presenti a Como e provincia erano esattamente 226, mentre l’ultimo dato mappato riferito al 2024 conta 666 antenne.
La crescita nel tempo è stata costante e veloce, nel 2005 le antenne nel Comasco erano già 317, poi l’anno dopo 348, poi 363, 371, 427, nel 2010 441, nel 2014 abbiamo superato quota 500, quindi per qualche anno c’è stato uno stallo e poi dalla pandemia in poi una nuova crescita, 584 nel 2022, 620 nel 2023. Anche se non ancora inserito sul portale il dato nel Comasco per il 2025 arriva a 702 antenne.
Insieme al numero dei ripetitori è aumentata anche la densità di potenza. Attenzione: non la potenza, che al contrario è diminuita all’aumentare della precisione tecnologica, ma appunto la densità. In tutta la provincia si è passati da 0,03 kilowatt per metro cubo a 0,42. Nel panorama lombardo, Como ha una copertura di poco sopra a tutte le altre provincie, è dietro per pochi punti a Varese. Prime, staccati tutti gli altri capoluoghi di tantissimo, Milano e Monza. Arpa fornisce anche il numero di impianti per chilometro quadrato all’interno del territorio dei singoli Comuni. Come immaginabile la città di Como ha la copertura maggiore, seguono alcune realtà legate a singoli impianti, come ad esempio Alserio, quindi Cantù, Lipomo, al contrario tante piccole realtà hanno numeri vicini allo zero.
Sul tema il lavoro di Arpa tra controlli e pareri è ingente. Ma a proposito di salute, c’è da preoccuparsi?
«Non ci sono evidenze scientifiche – commenta Luca Perri, fisico formatosi all’università dell’Insubria e oggi uno dei più noti divulgatori italiani – non ci sono studi che identifichino una preoccupazione particolare. Ricerche sia chiaro ne sono state fatte tante, non solo sul 5G, ma non ci sono dati che portino a immaginare una maggiore pericolosità di queste tecnologie. Intanto perché l’idea alla base dei recenti progressi è che una più efficiente tecnologia, con una maggiore velocità e capacità di trasmissione, comporta un uso sempre inferiore di potenza. Più siamo tecnologici meno forza dobbiamo impiegare. Inoltre per essere molto materiale si può dire che ci tocca di più ciò che è più vicino a noi. Quindi in teoria ha su di noi un maggior influsso il modem che abbiamo acceso in casa oppure il microonde rispetto ad una antenna che vediamo su un tetto lontano. A livello medico sanitario non sono ad oggi state rilevate conseguenze o manifestazioni comprovate, nessuna correlazione nonostante centinaia di studi».
Eppure la preoccupazione nella popolazione non accenna a diminuire. «Durante la pandemia questi allarmi erano in verità molto più carichi di tensione – ricorda Perri – si è arrivati perfino a bruciare una antenna, oggi la questione è stata progressivamente accettata, anche perché le antenne ci permettono di usare meglio ovunque telefono e internet. Comunque sia nella storia dell’uomo le novità hanno spesso portato a dubbi e timori, occorre però in maniera razionale affrontare il tema e capirne il funzionamento».
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