Tassa rifiuti senza aumenti a Erba. Premiate imprese e famiglie

Le nostre tasche Le nuove tariffe verranno presentate lunedì in consiglio comunale. L’assessore alle Finanze: «Per la prima volta non c’è stato alcun ritocco»

Nessun aumento in vista per i cittadini e le attività erbesi. Ieri sera in commissione bilancio sono state discusse le nuove tariffe della tassa rifiuti, lunedì il documento finirà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva: i costi a carico degli utenti sono in linea con il 2022 nonostante gli alti tassi di inflazione. Confermate anche le scadenze delle due rate: si pagherà la prima nell’autunno 2023 e la seconda nella primavera 2024.

Le simulazioni

«L’obiettivo - dice l’assessore alle finanze Matteo Redaelli - era quello di scongiurare aumenti, anche minimi, e ci siamo riusciti. Per la prima volta da qualche anno a questa parte non c’è alcun ritocco all’insù, il discorso vale tanto per le famiglie quanto per le imprese». A guardare le proiezioni, le utenze domestiche in alcuni casi avranno addirittura una diminuzione: si parla magari di un solo euro, ma è la prova del fatto che non ci sarà un maggior esborso da parte dei contribuenti.

La Tari viene utilizzata dal Comune del sindaco Mauro Caprani per coprire i costi di gestione e smaltimento dei rifiuti, oltre alla pulizia delle strade, servizi che vengono effettuati da Service24 Ambiente (la società è partecipata direttamente da Palazzo Majnoni insieme ad altri paesi e città del territorio). Il servizio nel 2023 costerà al Comune di Erba 2 milioni 282.636 euro, come previsto dalla legge l’importo va coperto integralmente con il ricavato dalla tassa rifiuti: il 63,79 per cento della somma arriverà dalle utenze domestiche, il 36,21 per cento dalle utenze non domestiche (aziende, negozi, uffici, ecc).

Per capire quanto si pagherà, La Provincia ha effettuato alcune simulazioni. Partiamo dalle utenze domestiche, considerando un’abitazione di 100 metri quadrati: un single pagherà 103 euro, due persone conviventi 137 euro, una coppia con un figlio 157 euro e una famiglia composta da quattro elementi 175 euro. L’importo cresce in proporzione alle dimensioni della casa e (soprattutto) al numero degli abitanti: più sono, più rifiuti vengono prodotti. Sul fronte delle utenze non domestiche, la casistica è molto varia e le tariffe sono definite in base alla produzione teorica di rifiuti di una determinata attività.

Consideriamo sempre una superficie di 100 metri quadrati: una banca pagherà 137 euro, un negozio di abbigliamento 303 euro, una farmacia 376 euro, parrucchieri ed estetisti 319 euro, attività industriali con capannoni di produzione 147 euro. I costi sono alti per ristoranti e pizzerie (1.465 euro per 100 metri quadrati), bar e pasticcerie (1.003 euro), supermercati e negozi di generi alimentari (609 euro), negozi di ortofrutta, pescherie, fioristi (2.130 euro). Il motivo è presto spiegato: stando ai parametri statali introdotti qualche anno fa per il calcolo della Tari, sono le categorie che producono la maggior quantità di rifiuti da smaltire.

Due rate

Come sempre la tassa rifiuti si potrà pagare in due rate. «Restano in vigore le scadenze introdotte con l’emergenza Covid-19 - dice Redaelli - dunque anche la Tarsi 2023 si pagherà in parte nel corso dell’autunno e in parte nella primavera del 2024. La sensazione è che questa nuova ripartizione temporale sia destinata a restare». Prima della pandemia, la Tari si pagava tutta nello stesso anno con rate in scadenza in primavera e in autunno.

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