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Mariano Un bambino su tre passa due ore al giorno (o più) davanti a smartphone, tablet e tv. Mercoledì un incontro
Un bambino comasco su tre passa più di due ore al giorno davanti a smartphone, tablet e tv, serve un patto digitale fuori dalle scuole di Mariano Comense.
Il coordinamento pedagogico d’ambito, che riunisce la città e i paesi limitrofi, insieme a Tecum e al Comune di Mariano, ha invita mercoledì sera dalle 20.45 in sala civica (piazza Roma 52) il docente di sociologia dei media della Bicocca Marco Gui, presidente della fondazione patti digitali. L’intento è far nascere un nuovo accordo tra famiglie e scuole per ritardare l’uso massivo della tecnologia nell’età dell’infanzia. Perché? Lo dice la società dei pediatri italiani: sotto ai due anni usare lo smartphone mezz’ora in più al giorno raddoppia il rischio di sviluppare un ritardo del linguaggio, ogni ora tra i tre e i cinque anni riduce il sonno di quindici minuti e cinquanta minuti online significano una maggiore insorgenza di ipertensione e obesità. Fino a 13 meglio non usare social, chat e internet. Nella nostra provincia in media il 33% dei bambini tra gli otto e i nove anni usa i device più di due al giorno, nei week il 36% anche anche quattro ore, il 9% è obeso secondo quanto rilevato dall’indagine annuale Okkio alla Salute.
«Contenuti non adatti, violenti e magari pornografici, sovra stimolazione costante che si traduce in deficit d’attenzione – spiega Gui – disturbi alla vista, alla schiena, poco movimento e sedentarietà. L’uso eccessivo dello smartphone fa male, i bambini sono più fragili. Ecco perché una minoranza di genitori vorrebbe organizzarsi nelle comunità per ritardare l’uso delle tecnologia usciti dalle porte delle scuole, accordandosi per finalità didattiche, orari, modalità condivise». Esempi di patti digitali sono stati stilati a Como, Grandate, Erba, Lurago d’Erba, secondo quanto convenuto da genitori, riuniti a scuola, nelle associazioni o nelle comunità.
«Il nostro intento è favorire l’uso consapevole della tecnologia – commenta l’assessore con delega all’istruzione Loredana Testini – incentivando l’incontro e il dialogo, anche con la serata di mercoledì».
A Mariano Comense non esistono associazioni genitori riconosciute. «Ma ci sono gruppi di mamme e papà attivi come rappresentanti nelle scuole – dice il preside dell’istituto comprensivo don Milani Giuseppe Proserpio – e dunque penso che anche noi qui riusciremo presto a firmare un patto digitale. La modalità base è cercare di ritardare l’uso degli smartphone quanto più possibile, poi ogni patto può prevedere specifiche clausole diverse. Penso sia un argomento importante e attuale, è una bella sfida anzitutto per gli adulti». Per informazioni: pattidigitali.it
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