Victory, la società non fa ricorso. Il caso è chiuso dopo sessant’anni
Inverigo La sentenza è definitiva e il Comune torna finalmente a respirare: è la fine di un incubo. Il sindaco Vincenzi: «Momento storico». Il vice Anzani: «Ora stabilità e prospettive di sviluppo»
Inverigo
Si usa con fin troppa scioltezza, l’aggettivo storico. Ma stavolta il Comune di Inverigo ha tutto il diritto di farlo, per descrivere questo momento: la vicenda Victory, adesso, è davvero chiusa. A 60 anni dalla risoluzione della convenzione che avrebbe dovuto portare un milione e duecento metri cubi di fabbricati nella Valle dell’Orrido, e dopo mezzo secolo esatto di cause in tribunale, pronunciamenti contrastanti e ricadute pesantissime sui conti pubblici originate da quella scelta.
Cifre iperboliche
Soprattutto, dopo oltre 5 milioni di euro pagati solo per l’ultima sentenza. Sommando anche le precedenti, le opere compensate, le spese legali, si potrebbe forse raddoppiare. Non ce ne saranno altre, però. La sentenza n. 1828/2025, depositata il 20 giugno 2025, è passata in giudicato. Il termine previsto per l’eventuale proposizione del ricorso per Cassazione è scaduto il 20 gennaio senza che il Comune abbia ricevuto alcuna notificazione. La decisione è quindi definitiva. «Si tratta di un momento storico per il nostro Comune – dichiara il sindaco Francesco Vincenzi –. Dopo quasi cinquant’anni si chiude una vicenda che ha inciso profondamente sulle scelte amministrative e sulle possibilità di sviluppo del territorio. La definitività della sentenza ci consente finalmente di guardare avanti con maggiore serenità, restituendo all’Ente la possibilità di programmare e investire».
Facile immaginare che si saranno commossi lui e l’ex sindaco Alberto Bartesaghi, che nel 2009 andarono persino in pellegrinaggio a piedi dalla Madonna di Lourdes – quella di Monguzzo, ovviamente – per ringraziare della sentenza della Corte d’Appello di Milano che liberava il Comune da quella a Inverigo suonava come la più terribile delle minacce, quasi una maledizione: la causa Victory. Leggi 41 milioni di euro di impensabile risarcimento richiesti dall’immobiliare milanese. Non immaginavano che molto ancora sarebbe accaduto, arrivando a dover dichiarare il predissesto per 8 milioni di euro. E’ la fine di un incubo. E’ l’inizio di un’amministrazione senza zavorre. «La vicenda Victory – spiega il vicesindaco e assessore ai Tributi Alessandro Anzani - ha rappresentato per anni un elemento di forte criticità sotto il profilo giuridico e finanziario. La sua conclusione definitiva libera il Comune da un peso che ha condizionato bilanci, scelte politiche e capacità di investimento, restituendo stabilità e prospettive concrete di sviluppo alla comunità».
Continui colpi di scena
Nel corso degli anni il procedimento ha conosciuto continui cambi di scena. In una prima fase le decisioni avevano dato ragione all’ente, con la richiesta di restituzione alle casse del municipio di circa 2 milioni di euro. Ma attraverso sentenze successive e in appello la situazione si è ribaltata.
Le conseguenze sono state pesanti: difficoltà strutturali di bilancio, l’approvazione di un piano di riequilibrio finanziario pluriennale e, di fatto, il blocco della capacità di investimento per anni, accompagnato anche dalla revisione delle aliquote dei tributi comunali. Oggi comincia l’era dopo Victory. «Abbiamo pagato tutto quanto era dovuto da sentenza – conferma Anzani – Ora dobbiamo capire come e in che misura potremo utilizzare il fondo vincolato. Quel che è certo è che possiamo finalmente programmare a lungo termine per il bene del paese e non più in termini di gestione ordinaria o emergenziale».
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