Cinque Comuni a Albiolo per il 25 Aprile
Ma il sindaco si sfila: «Non è la mia festa»

La polemica Bernasconi ritira il patrocino alla cerimonia ufficiale nell’area di via San Francesco - «Manifestazione di parte». La replica dell’Anpi: «No, è la giornata nazionale di tutti gli italiani»

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Albiolo

Cinque Comuni insieme per celebrare il 25 Aprile, festa nazionale della Liberazione ad Albiolo, nella tensostruttura di via San Francesco, nell’area che comprende il parco comunale e il municipio.

Mancherà proprio Albiolo: il sindaco, Mario Bernasconi, non ha concesso il patrocinio alla manifestazione, cioè non la riconosce, non vi aderisce e non partecipa.

«Non concedo il patrocinio: l’ho anche messo per iscritto in una lettera all’Anpi – conferma Bernasconi – È una manifestazione di parte e divisiva. Non ci sto. Rileggiamo la storia, piuttosto. Il fascismo era già caduto prima del 25 aprile; ne seguì una guerra civile, ci liberarono gli americani e gli inglesi».

Ma è una festa nazionale, con obbligo di esporre bandiere e manifesti.

«Non chiamiamola festa, ma ricorrenza e mettiamo da parte ogni retorica sul fascismo, sgombriamo il campo dal pensiero unico e di parte », aggiunge il sindaco che ricorda come, durante il suo primo mandato, circa quindici anni fa, una sua espressione fu intesa male ed insorsero polemiche.

«Porto un altro esempio: un albiolese, Aurelio Pozzi, aviatore, cadde nei cieli di Spagna nel 1938. Nel 1939, fu insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria, dopo le due d’argento conseguite in vita – racconta – ritrovai la targa dei tempi, la posai al Parco delle Rimembranze e fui contestato. Neanche i componenti del mio gruppo parteciparono alla posa: perché? Siccome aveva combattuto in Spagna, un nostro concittadino ha meno valore degli altri?».

Ma ci sono anche concittadini albiolesi perseguitati da ogni regime. Uno per tutti: Rado Zuccon che conobbe le prigioni fasciste, i campi di concentramento nazisti, i gulag di Tito. Ma non venne mai meno ai propri ideali di giustizia, pace e libertà. E’ morto ad Albiolo esattamente trent’anni fa; l’anno scorso gli hanno dedicato il parco comunale. «Quando gli hanno dedicato il parco – precisa Bernasconi - noi eravamo in minoranza consiliare e non ci hanno neppure invitato. Perché escludere? Perché un certo colore e non altri? La Resistenza fu anche bianca, quella dei cattolici, per esempio. La Resistenza non è proprietà di una parte politica che la strumentalizza».

La sezione di Uggiate dell’Anpi, dedicata a Rado Zuccon, replica con il presidente, Fiorenzo Vullo: « Il 25 Aprile di quest’anno segna una festa importante, non solo per gli 80 anni da quella data – osserva – coinvolge i Comuni di Olgiate Comasco, Rodero, Solbiate con Cagno, Uggiate con Ronago e Valmorea. Ma anche gruppi ed associazioni; sono in programma riflessioni, animazioni e gruppi musicali».

Parla di festa, il presidente. «Certo, festa – puntualizza – è la festa di tutti gli italiani, perché se viviamo in questo Paese, nella libertà e nella democrazia, lo dobbiamo a chi ha combattuto per questi valori che anche adesso dobbiamo difendere e proteggere».

Il 25 Aprile strumentalizzato? «Nessuna strumentalizzazione: celebriamo la liberazione dal nazifascismo ed esaltiamo valori universali fissati dalla Costituzione - conclude Vullo - Il fatto è che ci portiamo dentro una pacificazione senza pace».

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