Fino Mornasco, badante deruba anziana. Condannata a 14 mesi

Il fatto Furto di bancomat, contanti e catenina d’oro. Dal conto erano spariti circa 1.100 euro

Fino Mornasco

Aveva saputo di una donna che era in difficoltà e che cercava un luogo in cui stare.

Aveva quindi deciso di accoglierla in una sua proprietà, chiedendole tuttavia di contribuire aiutandolo con l’anziana madre che aveva bisogno di essere seguita da vicino. Tuttavia, questa storia che avvenne nell’ormai lontano 2020 a Fino Mornasco, è finita nelle scorse ore in un’aula di Tribunale perché l’uomo che aveva ospitato la donna, Carmen Lascala (44 anni di Cantù), si era anche accorto che quest’ultima le aveva poi rubato non solo il bancomat, con cui aveva effettuato dei prelievi, ma anche circa 400 euro in contanti e pure una catenina d’oro e degli orecchini che appartenevano alla madre.

Soldi e carte che verosimilmente erano stati prelevati da un portafoglio lasciato in casa, da parte di quella persona che ormai era considerata di famiglia e di cui tutti si fidavano. Nell’ultima udienza ad essere sentito dal giudice monocratico è stato proprio il figlio dell’anziana signora: «Credo che il codice del Bancomat l’abbia visto in occasione di uno dei prelievi che avevo fatto agli sportelli automatici», ha testimoniato in aula la vittima, prima che la parola passasse alle parti per le conclusioni.

La vicenda in questione era infatti finita in un fascicolo della Procura di Como e nelle scorse ore è approdata in aula, di fronte al giudice monocratico Francesca Banfi. L’ipotesi di reato, oltre al furto, è stata quella relativa all’indebito utilizzo di una carta di credito. Dal conto, secondo quanto ricostruito in fase di indagine, erano spariti circa 1.100 euro che sono andati ad aggiungersi ai contanti e agli oggetti in oro.

Al termine delle conclusioni, la pubblica accusa ha chiesto la condanna a un anno e dieci mesi, mentre il giudice ha accolto le richieste del pubblico ministero scendendo però con la pena che è stata quantificata in un anno e due mesi con la pena sospesa, oltre a 400 euro di multa. Non sono ancora note le motivazioni della decisione.

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