Mario Frigerio è l'uomo sopravvissuto alla strage di Erba. Ed è diventato, per questo, il testimone che ha indicato in Olindo Romano il suo aggressore. La sua testimonianza è stata oggetto di analisi e studi da parte di numerosi consulenti della difesa di Rosa Bazzi e Olindo Romano, secondo i quali il signor Frigerio ha riconosciuto il vicino di casa quale autore del delitto perché indotto dagli inquirenti. Vale dunque la pena ripercorrere attraverso gli atti giudiziari tutto l’iter che ha portato il signor Mario Frigerio al riconoscimento di Olindo Romano.
Il 15 dicembre 2006, nel reparto di rianimazione 2 dell’ospedale Sant’Anna in via Napoleona a Como, Mario Frigerio riceve la visita del sostituto procuratore Simone Pizzotti e degli uomini della sua polizia giudiziaria. La conversazione, durata una decina di minuti, viene registrata dal pubblico ministero che però utilizza un registratore con le pile scariche. Il risultato, al riascolto, è di un’accelerazione delle voci dei protagonisti. Ecco l’audio originale.
La prima testimonianza, 15 dicembre 2006
Questo è il verbale di interrogatorio scritto, a mano, dal pubblico ministero Pizzotti.
Negli ultimi anni in molti hanno provato a “ripulire quell’audio”. Tra gli altri il perito fonico forense Marco Perino, per conto della trasmissione di Rete4 Quarto Grado, ha filtrato l’audio da un lato rallentandolo, ovvero riportandolo a una velocità normale, dall’altro applicando dei filtri in grado di rendere maggiormente intellegibili le parole di Mario Frigerio. Ecco l'audio
La testimonianza del 15 dicembre, la versione filtrata
Ecco la trascrizione che il perito fonico forense ha fatto di quell’audio: come si nota il perito sente in almeno due circostanze la parola “Olindo”.
L’incontro con i carabinieri, 20 dicembre 2006
Il 20 dicembre 2006 nella stanza di Mario Frigerio si presentano i carabinieri di Como accompagnati dal comandante della stazione di Erba, il luogotenente Luciano Gallorini. In quella conversazione il sottufficiale dell’Arma farà il nome di Olindo Romano e, sul finire dell’incontro, Mario Frigerio chiederà conto del perché di quella citazione. Quindi lo stesso Frigerio si metterà a piangere, dicendo che l’aggressore potrebbe essere proprio Olindo Romano. Ecco la trascrizione dell’intercettazione ambientale di quell’incontro.
Ecco il momento in cui il comandante della stazione di Erba chiede a Mario Frigerio di Olindo Romano.
Gallorini: "Lei conosce Olindo Romano?".
Il 26 dicembre Mario Frigerio viene sentito come testimone dai sostituti procuratori Massimo Astori e Antonio Nalesso. In quell’occasione Frigerio farà formalmente, anche a verbale, il nome di Olindo Romano quale suo aggressore. Ecco il momento in cui il testimone rivela ai magistrati: «Sì, l’ho conosciuto subito».
La seconda testimonianza, 26 dicembre 2006
Questo il verbale della testimonianza resa da Mario Frigerio il 26 dicembre 2006.
La terza testimonianza, il 2 gennaio 2007
Il 2 gennaio 2007 ancora i pubblici ministeri Massimo Astori e Antonio Nalesso tornano in ospedale e registrano, anche con una telecamera, la testimonianza di Mario Frigerio.
Mario Frigerio, la testimonianza del 2 gennaio 1/4.
Mario Frigerio, la testimonianza del 2 gennaio 2/4.
Mario Frigerio, la testimonianza del 2 gennaio 3/4.
Mario Frigerio, la testimonianza del 2 gennaio 4/4.
La testimonianza davanti alla Corte d’Assise
Infine ecco la trascrizione del verbale della testimonianza resa da Mario Frigerio il 26 febbraio 2008 davanti alla Corte d’Assise di Como, durante il processo di primo grado a carico di Olindo Romano e Rosa Bazzi
In conclusione
In sintesi troviamo i seguenti particolari che si ripetono in tutte le testimonianze:
1.L’ora in cui ha sentito le grida si aggira attorno alle 20
2.E la sa indicare perché sta aspettando il Tg5
3.La moglie, che sta per uscire con il cane, aspetta qualche minuto
4.Quindi la moglie esce e resta fuori tra i 10 e i 15 minuti
5.Al rientro dice che sulle scale c’è tanto fumo
6.Scendono le scale: prima la moglie, poi Frigerio che, però, dopo pochi gradini la supera
7.La luce delle scale è accesa
8.Arrivato in prossimità del pianerottolo, ma ancora sulle scale, vede la porta aprirsi lentamente
9.Poi, giunto praticamente sul pianerottolo, la porta si chiude per riaprirsi all’improvviso
10.Frigerio viene afferrato e gettato a terra
11.L’aggressore si mette a cavalcioni su di lui
12.Durante l’aggressione Frigerio sente la moglie gridare
13.Vede l’aggressore tirar fuori qualcosa dalla tasca dei pantaloni poco prima di essere accoltellato
La ricostruzione della dinamica dell’aggressione, dunque, resta sempre e assolutamente coerente. Lo stesso dicasi per la descrizione dell’aggressore. Che viene indicato sempre allo stesso modo:
1.Grosso
2.Capelli neri e corti
3.Tanti capelli
4.“bassi”, cioè tirati in avanti. Non stempiato
5.Senza né barba né baffi
6.Carnagione olivastra (lo ribadirà il 15, il 20 e anche il 26 dicembre)
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