Cronaca / Cantù - Mariano
Domenica 04 Gennaio 2026
«Ponz, per sempre nei nostri ricordi»
Cantù Folla di familiari e amici, stretta alla moglie Arianna e alla piccola Diana, ieri al funerale a Vighizzolo. L’ultimo omaggio al giovane precipitato in parapendio: «Fantastico pa’». Andrea Ponzoni poi tumulato a Lecco
Cantù
Andrea Ponzoni, per tutti, era Ponz. Il Ponz, con l’articolo davanti, a rimarcare che non lo si poteva confondere con nessun altro. Sempre disponibile, sempre sorridente, anche col freddo delle 6 di mattina sul Cornizzolo. Sempre in anticipo. Anche questa volta, che un destino cattivo ha deciso se ne andasse troppo presto. Ma, l’hanno ricordato gli amici tra le lacrime, «chi ha conosciuto il Ponz sa che uno come lui non svanisce davvero, resta nei ricordi, nelle battute, nei soprannomi».
L’omelia di don Paolo
Ieri mattina la chiesa parrocchiale di Vighizzolo s’è fatta troppo piccola per la folla che ha partecipato al funerale di Andrea Ponzoni, l’istruttore di parapendio di 37 anni che il giorno di Capodanno è morto dopo essere precipitato sul Monte Cornizzolo a Suello (Lecco). Si sono stretti alla moglie Arianna e alla piccola Diana, la loro bambina che ha compiuto due anni, che si sono trovate ad annunciare con dolore infinito e incredulità «la prematura scomparsa del loro fantastico pa’». Consulente marketing per un’azienda di Monte Marenzo, era un pilota di parapendio professionista e nel maggio scorso era diventato istruttore, dopo un lungo percorso di studio, passione e tantissimi voli, entrando a far parte della squadra dell’Aero Club Monte Cornizzolo. Originario di Garlate, da qualche anno viveva a Vighizzolo, dopo aver sposato Arianna Intini, figlia di Tonino, già consigliere comunale che, con la moglie Giovanna, lo considerava un terzo figlio.
Nella chiesa gremita scorrono su uno schermo, accanto alla bara chiara ricoperta di fiori, video e immagini che vogliono ricordarlo nella bellezza e non nel dolore. Andrea che scherza, che gioca, elegantissimo nel giorno del matrimonio. Andrea che ride, sempre. «San Paolo – le parole di don Paolo Dondossola nell’omelia - ci suggerisce di prendere il volo e vedere le cose da un altro punto di vista. Andrea ha imparato a prendere il volo, anzi ha aiutato altri a volare fino a diventare maestro. Oggi invita ciascuno di noi a imparare a volare. Siamo troppo spesso legati alla terra, perché nella terra troviamo le nostre certezze, ma ci rendiamo conto di quante cose non si riescono a vedere, dalla terra. Il segreto della vita si impara guardando le cose da un’altra prospettiva, dal cielo».
Tutti, ha proseguito, lo descrivono come una persona buona, e «quando incontriamo persone buone facciamo l’esperienza della carezza di Dio sulle nostre fragilità e difficoltà. Andrea, dal cielo continua a essere la persona buona che si prende cura degli altri, insegna alla piccola Diana a tenere sempre lo sguardo verso grandi orizzonti e a non avere paura, perché per lei ci sarai sempre, e sii vicino ad Arianna».
Il ritratto dell’amico Davide
Emozionante il ritratto degli amici, nella lettera di Davide, che ricorda come il Ponz arrivasse sempre in anticipo, preparasse tutto per il volo, «non era uno che faceva grandi discorsi, ma se c’era da esserci, lui c’era, e se c’era da lavorare alle 6 del mattino, lui sorrideva». In cambio solo una richiesta, una colazione di mezz’ora. Che in qualche modo continuerà a esistere, perché la sua mancanza fa male, ma «uno come lui non svanisce mai davvero». Al termine del rito il ritorno a Lecco per la tumulazione, accanto alla madre.
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