Prof licenziato, scontro con la scuola. Il sindacato minaccia lo sciopero

Fino. All’International School continua lo stato di agitazione, ieri una manifestazione all’esterno. «Dall’istituto ci hanno negato un confronto con i vertici. Consegneremo le nostre firme via pec»

Fino Mornasco

All’International School of Como lo sciopero è solo questione di data. Continua lo stato d’agitazione del personale docente del prestigioso istituto privato di via Adda: tra gli iscritti ci sono figli di imprenditori, sportivi, manager. Le rette annue arrivano sino a 25mila euro. In seguito al licenziamento di uno dei professori e rappresentante sindacale, Carlo Fino, ieri Usb (Unione sindacale di base) Lombardia era pronto a presentare alla direzione del plesso una petizione sottoscritta da 47 insegnanti per il reintegro del collega.

«Ci siamo trovati di fronte a un muro di ostilità – evidenzia Silvia Bisagna, dirigente esecutivo confederale Usb Lombardia – Al nostro arrivo gli addetti alla sicurezza erano tre invece di uno, la scuola ha chiesto l’intervento della Polizia Locale per farci sgomberare, ma naturalmente siamo rimasti al nostro posto, semplicemente abbiamo oltrepassato un nastro “bianco e rosso» che delimita i posteggi dell’istituto. Il peggio però è stato negarci un confronto con i vertici della scuola». Bisagna, il collega Dario Uliano e Carlo Fino sono stati raggiunti sul piazzale da un’impiegata. «Massimo rispetto per la lavoratrice, ma le trattative sindacali non si conducono così - continua Bisagna – Noi siamo stati corretti: abbiamo annunciato la presentazione delle firme, l’indizione della conferenza stampa e abbiamo persino informato la Digos».

Bisagna spiega che la scuola già nella serata di mercoledì aveva anticipato di negarsi al confronto. «Dicendo che l’oggetto della petizione non è d’interesse collettivo e non rientra nelle trattative sindacali – la portavoce Usb si lascia andare a un sorriso amaro – Se un sindacato non si batte per il diritto di ogni lavoratore, cosa dovrebbe fare? Non siamo “pompieri”: non dobbiamo tamponare. Noi i problemi li portiamo a galla». Come il licenziamento di Carlo Fino.

Per la scuola all’origine ci sarebbero contestazioni al suo operato dal punto di vista didattico, pedagogico, metodologico e legale, per il sindacato Usb la verità è un’altra.

«Fino era impegnato nell’Usb per ottenere miglioramenti per i docenti sul piano economico e dei diritti – evidenziano Bisagna e il collega Uliano - Ha spiegato ai colleghi di diverse nazionalità come funzionano i contratti, le norme, i diritti sindacali in Italia». Un comportamento che ieri ha spinto Elisa Santagelo, ha lasciato l’International per lavorare in una scuola pubblica a Legnano, e Sofia Gamba, insegnante supplente a Civiglio, a sostenere pubblicamente Fino. Ora cosa accadrà? «Innanzitutto abbiamo inviato le firme via Pec e adesso siamo pronti allo sciopero – dichiara Bisagna – Dobbiamo solo stabilire la data». In parallelo prosegue la vertenza legale, Fino è pronto a andare in tribunale, ed è stata promossa una petizione che sarà sottoposta all’attenzione dei genitori per la firma. Nel testo, scritto dai sindacati, vengono elencati criticità, costi, disservizi e il reintegro del professore.

La petizione è disponibile al link: https://c.org/j2M8frNwn4 sulla piattaforma Change.org.

«La questione non riguarda aspetti collettivi o sindacali ma è di natura individuale». Così International School of Como del gruppo Inspired (comprende 125 scuole a livello globale) replica a Usb in merito alla richiesta di un incontro per presentare le 47 firme dei docenti contro il licenziamento di Carlo Fino. «International School of Como rispetta il diritto dei dipendenti a esprimere le proprie opinioni e di manifestare – scrive l’istituto in una nota - Alla luce della manifestazione di ieri precisiamo che nessun membro dello staff scolastico ha preso parte all’iniziativa e che non c’è stato alcun impatto sul funzionamento della scuola e sul percorso educativo degli studenti, il cui benessere rimane la nostra priorità».Sul licenziamento di Fino. «Ogni decisione, incluse quelle più complesse come i cambiamenti del personale, è presa nell’interesse degli studenti – precisano dalla scuola - La decisione è stata adottata nel pieno rispetto delle procedure previste e dopo un’attenta valutazione delle esigenze degli studenti. La persona interessata è libera d’intraprendere qualsiasi azione ritenga opportuna attraverso le sedi legali competenti». Nel comunicato si sottolinea anche: «Inspired e International School of Como restano impegnate a garantire la continuità didattica, riducendo al minimo qualsiasi impatto sugli studenti e a mantenere saldi i principi che definiscono la scuola».

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