Tragedia in parapendio: oggi l’addio. «Andrea, sei stato un papà fantastico»

Cantù Il funerale di Ponzoni, 37 anni, stamattina alle 10.30 alla chiesa parrocchiale di Vighizzolo. Lascia la moglie Arianna e la figlia di 2 anni. Il suocero Tonino Intini: «Non capiamo, era esperto»

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Ponz è volato via. E’ in programma questa mattina alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Vighizzolo il funerale di Andrea Ponzoni, l’istruttore di parapendio di 37 anni che il giorno di Capodanno è morto dopo essere precipitato a terra sul Monte Cornizzolo, nel Lecchese, a Suello.

A comunicarlo sui manifesti listati a lutto, con un dolore difficile anche solo da immaginare, la moglie Arianna e Diana, la loro piccola che ha compiuto due anni, che «annunciano la prematura scomparsa del loro fantastico pa’».

Il rito di Capodanno

Un lancio condiviso insieme ad altri amici, come lui esperti e appassionati, che era diventato un rito benaugurale del primo giorno dell’anno. Ma che è diventato una cupa tragedia. Il magistrato di turno non ha ritenuto necessari ulteriori accertamenti, e ha restituito il feretro ai familiari dando il nullaosta per le esequie. Andrea Ponzoni, per tutti solo Ponz, consulente marketing per un’azienda di Monte Marenzo, era un pilota di parapendio professionista e nel maggio scorso era diventato ufficialmente istruttore, dopo un lungo percorso di studio, passione e tantissimi voli, entrando a far parte della squadra dell’Aero Club Monte Cornizzolo. Originario di Garlate, è molto conosciuto anche a Lecco dove aveva frequentato le scuole, e ovviamente nel mondo del parapendio.

«Simpatico, gentile ed educato»

Il cordoglio per la sua scomparsa, in queste ore, è vasto e profondamente commosso. Da qualche anno viveva in città, a Vighizzolo, dopo aver sposato Arianna Intini. Era stato proprio il volo a farli conoscere, una storia d’amore che sembra una favola alla quale il destino ha strappato il lieto fine. Fa persino male, oggi, ricordare la gioia di quei giorni.

Lo fa Tonino Intini, suocero di Andrea Ponzoni, nome noto in città per il suo impegno politico e già consigliere comunale, che per lui e la moglie Giovanna, dice commosso, era un terzo figlio: «Simpatico, bravo, gentile, ben educato. Ogni aggettivo che oggi viene usato per descriverlo è semplice verità. Dal primo giorno in cui lo conoscemmo abbiamo avuto questa impressione e l’abbiamo accolto con gioia nella nostra famiglia». Lui e Arianna, racconta, «si sono conosciuti così. Lei era andata per provare, sette anni fa, e lui era il pilota. Si sono innamorati. La foto del primo volo insieme è uno splendido ricordo».

A Vighizzolo vivevano l’uno accanto all’altro, e la sera dell’ultimo dell’anno, spiega, l’hanno trascorsa insieme, giovando a carte: «La mattina dopo sarebbe uscito presto, per un volo beneaugurale che è ormai un’abitudine del primo gennaio. Non dimenticherò mai quando ci hanno comunicato la notizia. Ero accanto a mia figlia quando è arrivata la telefonata che ha cambiato le nostre vite per sempre, stavamo parlando di cose frivole. Poi, la desolazione».

Lo strazio del riconoscimento

La corsa a Suello, lo strazio del riconoscimento. E proprio Intini s’è assunto il compito doloroso di comunicare al padre del giovane, che pochi anni fa ha perso la madre, cosa fosse accaduto. Dopo essersi lanciati dal monte Cornizzolo, qualcosa è andato storto e gli amici lo hanno visto precipitare.

«Era molto esperto, capace – dice Intini – escludo che possa avere fatto qualcosa di arrischiato. Non capiamo cosa possa essere accaduto». Ora il pensiero è per la sua famiglia, per la moglie e la figlioletta, «dovremo essere forti per loro».

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