Awards Cantù, premio
che non ti aspetti
Mino una “superstar”

Basket Il riconoscimento e il tributo a Giacomo Marelli custode del Pianella per decenni e figura “leggendaria” In lacrime per minuti dopo aver sentito il boato della sala

L’hanno trascinato a forza, senza dirgli nulla, per non rovinare la sorpresa. A quanto pare, l’hanno anche portato a comprare una giacca per l’occasione. E l’occasione era il ritiro di un premio, in arrivo dal suo mondo, la Pallacanestro Cantù. Giacomo Marelli, per tutti “Mino”, ha ricevuto un premio speciale nella categoria “protagonisti nell’ombra” nel corso dei “Christmas Awards”, la festa natalizia organizzata dalla società canturina.

Si è fatto amare

Dire chi sia Mino risulta forse pleonastico. Lo conoscono tutti, a Cantù. È stato il custode del Pianella, per decenni, quasi un tutt’uno con il vecchio palasport. Ma è certamente una di quelle figure leggendarie che ruotano intorno alle società sportive. Persone che si fanno amare, perché ci sono sempre e “sopravvivono” anche a cambiamenti epocali o alle nuove proprietà.

Ma anche perché sanno entrare nel cuore di allenatori, giocatori e dirigenti. La motivazione del premio dà i contorni del personaggio: «Sportivamente è ricordato per essere stato lo storico custode del mitico Pianella di Cucciago, all’interno del quale ha ingaggiato memorabili sfide nel tiro da tre punti (spesso vincendole) con generazioni di campioni italiani e stranieri».

Non solo, Mino Marelli fa parte di quella schiera di figure spesso disposte a farsi prendere bonariamente di mira dai giocatori, considerati figli o nipoti. Celebre il suo fotomontaggio - custodito al bar Time Out di Fabio Borghi - che lo ritrae con la sua faccia, ma con il corpo di Michael Jordan nell’immagine iconica del campione statunitense. Un omaggio del titolare Fabio Borghi, ex giocatore di Cantù, che ne ha sempre riconosciuto il valore e l’importanza per la squadra.

«Grazie a tutti»

Personaggi fuori dal tempo, vien da dire, in sport diventati macchine da business. E così, a Mino, è stato tributato un riconoscimento. Quando l’hanno chiamato sul palco, già piangeva per il boato della sala, esplosa al solo sentir pronunciare il suo nome. Gli è servito quasi un minuto per riprendersi e pronunciare le prime, commosse parole: «Grazie a tutti, in particolare al presidente Roberto Allievi. E anche a suo padre Aldo».

L’ha aiutato a concludere il gm Sandro Santoro, che ha spiegato il senso di questo premio: «È un riconoscimento a quelle persone, preziosissime, che non sono mai sotto i riflettori e che, da dietro le quinte, risultando fondamentali perché tutto giri al meglio». Persone come Mino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA