Avanti con Cagnardi e testa alla Coppa. Ma diventa decisiva

Basket A2 La sconfitta di Chiusi ha lasciato il segno però il coach di Cantù pare godere ancora della fiducia

Avanti con Devis Cagnardi, senza se e senza ma. È il frutto di una serie di riflessioni e valutazioni, per una lunga notte che è cominciata subito dopo la sconfitta choc di Chiusi. L’Acqua S. Bernardo sta attraversando il periodo più buio della stagione, ma di cambiare guida tecnica a quattro giorni dalla finale di Coppa Italia non se ne parla.

Basta e avanza, per quest’anno, l’esonero improvviso di Romeo Sacchetti alla vigilia del campionato. E se, in quel caso, si aveva tutto il tempo per assorbire anche eventuali scosse di assestamento, questa volta non si può sbagliare. Dunque, testa solo alla Coppa Italia e nessun altro cattivo pensiero.

Questione di obiettivi

Ma l’appuntamento di Roma diventa decisivo. Se è vero, come è vero, che l’obiettivo stagionale resta la promozione in A, un flop alla Final Four, e magari proprio sabato in semifinale con Forlì, potrebbe far precipitare la situazione. Situazione che, stavolta, è stata gestita grazie al senso di responsabilità di chi guida il club. Che non si è fatto prendere dalla tentazione - ed era fortissima - di agire d’istinto, a caldo.

Invece, il giro di telefonate e messaggi e una notte lunga per tutti, alla fine, ha portato consiglio: allenatore al suo posto, ma massima responsabilizzazione sua e della squadra. Gli alibi stanno a zero, possibilità di ricadute non ce ne sono più. Ora, con la prospettiva pure di perdere la seconda posizione ed entrare in un gorgo playoff ancora più complicato di quel che sarà, Cagnardi, staff e giocatori hanno una sola via d’uscita: vincere. Sempre e tutto. A Roma, nelle restanti gare della fase a orologio e nei playoff.

In tanti, se non tutti, si giocano il futuro nei prossimi mesi, se non giorni. L’allenatore, ovviamente, prima di tutti (e d’altronde seguendo le impietose regole dello sport è sempre stato così), con la squadra - pur tuttavia - non da meno. Evidentemente il tanto parlare - a livello di gruppo e singoli - della settimana passata non ha dato frutti. Ora ci si riproverà, senza esasperare i toni, avvelenare l’ambiente, ma con fermezza e decisione. E spalle al muro, credeteci, finiranno in parecchi.

Voci: Diana e?

Ipocrita sarebbe, allo stesso modo, nascondere passaggi più o meno formali nel mondo degli agenti e degli allenatori. A Cantù più che mai si deve essere pronti a tutto, anche a intervenire drasticamente. Il ventaglio delle eventuali sostituzioni tecniche, però, è molto ristretto. Anzi, forse si chiude solo intorno al nome di Andrea Diana, ma per ora nessun passo è stato compiuto. Anche perché, nell’eventualità, l’Acqua S. Bernardo non sembrerebbe nella condizione di offrire oltre il fine di questa stagione, in attesa poi di ragionamenti più ampi, e la qual cosa, ovviamente, sarebbe per nulla attrattiva.

Così come - a meno di scossoni imprevisti e imprevedibili - appare non praticabile la strada della scelta interna, con il direttore sportivo Fabrizio Frates chiamato ad affiancare gli assistenti Mattia Costacurta e Tommaso Sacchetti di Devis Cagnardi, per una sorta di traghettatore da qui al termine del campionato. Ipotesi, per ora, del tutto fantasiosa.

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