Bortolani: «Grande vittoria, peccato ora la sosta»

Intervista «Perché sarebbe stato meglio giocare subito, per sfruttare l’onda emotiva di questa vittoria».

Cantù

Bastasse una fotografia per inquadrare una partita, non ci sarebbero dubbi. La schiacciata, al termine di un coast-to-coast nel primo quarto, è l’emblema della partita di Giordano Bortolani. Mvp della sfida contro Trento, l’esterno canturino ha prodotto molto più di un’inchiodata, sebbene altamente spettacolare. Ha difeso, ha tirato tanto e bene (50% da due, 66.7% da tre con un notevole 6/9) per 24 punti complessivi (il suo “high” stagionale), ha smazzato un assist e acciuffato 4 rimbalzi in 30 minuti di utilizzo. E, ieri in serata – ne scriviamo a parte – è arrivata anche la convocazione in Nazionale per le qualificazioni ai Mondiali del 2027.

«Siamo molto contenti – ha detto la guardia di Cantù – È una vittoria molto importante. Sfortunatamente, ora c’è una pausa di tre settimane, speriamo di tenere il ritmo. Perché sfortunatamente? Perché sarebbe stato meglio giocare subito, per sfruttare l’onda emotiva di questa vittoria».

Di certo, dalla pausa possono arrivare comunque tante cose: riposo, affinamento della conoscenza e riempimento di qualche lacuna. «Staccheremo qualche giorno, ma poi dobbiamo tornare con determinazione in palestra. Questa pausa è da sfruttare per mettere a posto un po’ di cose. Perché è vero, abbiamo battuto Trento, ma non dobbiamo mai scordarci dove siamo. La pausa servirà per mettere a posto i tatticismi, ma anche per tirare momentaneamente il fiato».

La prestazione contro Trento però è stata davvero entusiasmante per lunghi tratti, una versione di Cantù mai vista finora. Di Cantù, Bortolani è diventato ormai un punto fermo, l’uomo a cui dare la palla per un tiro difficile o decisivo. Proprio come era previsto nei programmi estivi. Ora Bortolani ha una media 13.1 punti, destinata a salire. Quella contro Trento è stata la miglior performance della stagione di Bortolani: «Penso di sì, sia per l’efficacia in attacco, sia per l’attenzione in difesa. Io sono soprattutto un attaccante, il mio istinto è segnare, ma spero di essere importante anche nella nostra metà campo».

La vittoria contro Trento ha consentito a Cantù di portarsi a +4 su Treviso, che ha osservato un turno di riposo, sempre sul fondo a 6 punti. Chiaramente, anche Cantù dovrà riposare, ma all’ultima giornata. È ossigeno, può aiutare mentalmente questo divario? «Può essere un aiuto, certamente, ma dobbiamo focalizzarci su un obiettivo, che è la salvezza. Questa vittoria ci ha fatto molto bene, ci aiuterà per la prossima sfida contro Milano. Non abbiamo più scuse, le partite sono sempre meno e sempre più importanti».

E la salvezza passa anche da miglioramenti da fare: «Tecnicamente ci sono tante cose da migliorare. Il coach ci ha detto prima di questa partita che dobbiamo arrivare alle partite con la mentalità per vincere, non con la paura di perdere. E contro Trento questo dettaglio ha fatto la differenza: questa fiducia dobbiamo tenerla per il resto del campionato. Arriviamo da molti alti e bassi, ovviamente dobbiamo stare molto attenti e non dobbiamo assolutamente adagiarci».

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