Bortolani: «Possiamo cambiare rotta»

Intervista «Chiozza si sta inserendo. Non è facile arrivare in corsa, ma ha fatto bene sia in partita e negli allenamenti»

Cantù

Sarà la sua partita, nel senso che di Brescia è un ex. Giordano Bortolani, guardia della Pallacanestro Cantù, ha giocato a Brescia nel 2020/21, in prestito dall’Olimpia Milano dopo aver firmato un contratto quinquennale. Fu una stagione importante, a pochi mesi dalla prima chiamata in Nazionale. Ed è stato testimone dei passaggi di consegne societarie che hanno permesso al club lombardo di porre le basi per studiare da “grande”. E, sempre in quella stagione, ha incrociato il gm Sandro Santoro, che l’ha rivoluto come uomo-chiave della prima stagione in serie A di Cantù dopo la promozione.

Domenica alle 20 ci sarà Cantù-Brescia, un testacoda: Brescia è in vetta a 24 punti, appaiata alla Virtus Bologna, Cantù proprio nell’ultima di andata è scivolata all’ultimo posto con 6 punti, dopo la sconfitta a Trieste e la concomitante vittoria di Reggio Emilia.

La guardia è però uno dei giocatori più positivi in questa striscia di otto sconfitte che Cantù ha inanellato. E la squadra sta dando segnali di ripresa: «Abbiamo fatto prestazioni migliori ultimamente, specialmente in casa abbiamo giocato bene. Dobbiamo ripeterci, avere lo stesso approccio delle ultime partite. Brescia? Mi aspetto una squadra forte, con molta esperienza: giocano da tanto insieme e si vede, per noi non sarà facile». Sa una parte una squadra del tutto rinnovata, contro quella che, in estate, ha cambiato poco o niente, al di là del coach che peraltro era già nello staff precedente: «Sicuramente la poco conoscenza che abbiamo, ma che stiamo costruendo, è un problema ed è comune a tante neopromosse costrette a cambiare tanto. Brescia ha invece il vantaggio di essere una squadra che si conosce e i risultati sono lì a raccontarlo».

Chiaramente, la partita si presenta come una montagna insormontabile. Ma ora Cantù ha la necessità di cogliere anche vittorie insperate, contro squadre sulla carta (e non solo) superiori. Bortolani vede una sola via per affrontare la capolista: «Vedremo i loro video, li studieremo a fondo. Ma, al di là delle varie tattiche che adotteremo, a noi non dovrà mancare l’aggressività e quel senso di urgenza che ci deve essere, considerata la nostra posizione in classifica».

E dire che Cantù, sia contro Tortona, sia contro Trieste, ha avuto palloni importanti anche per chiudere a proprio favore entrambe le partite: «Forse se guardiamo le ultime sfide, effettivamente ci manca la fiammata finale. Prima il problema era entrare in partita, ora abbiamo limato questa cosa, probabilmente ci manca solo questo ulteriore “step”. Però non possiamo pensare di arrivare sempre sotto di 4-5 punti nei momenti clou delle partite, sarebbe auspicabile anche essere sopra e imparare a gestire i vantaggi accumulati».

Una mano per riportare l’ordine, in tal senso, può darla il nuovo arrivato Chris Chiozza, il nuovo play statunitense: «Si sta inserendo. Non è facile arrivare in corsa, ma ha fatto bene sia in partita e negli allenamenti. È un altruista sul parquet, sicuramente con Green può darci una mano. Potrei beneficiarne anche io, ovviamente. Ha anche punti nelle mani, ora abbiamo le carte in regola per cambiare le cose».

Brescia resta comunque, nonostante qualche inciampo negli ultimi tempi, una squadra e, soprattutto, un club in grande crescita. Una crescita costante che l’ha portata dritta alle finali scudetto della scorsa stagione, perse contro la Virtus Bologna: «Sono stato a Brescia – racconta Bortolani – all’ultimo anno di un capitolo che si stava per chiudere, il vero scatto in avanti è iniziato l’anno successivo. La mia era una squadra esperta, ma alla fine di un percorso».

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