Brienza: «Siamo sul Mortirolo, Chiozza ci darà energia »

Intervista «A livello personale mi ha dato un bel feedback. Mi sembra un ragazzo serio, attento e scrupoloso»

Cantù

La salvezza di Cantù come una tappa pirenaica. Ma coach Nicola Brienza, preferisce giocare in casa, nel commentare il cammino della sua squadra, che domani sfiderà Trieste in trasferta, con – probabilmente – un Chris Chiozza in più nel roster. E scomoda una delle salite più dure del Giro d’Italia: «Siamo in una tappa in cui affronteremo tre volte il Mortirolo». E l’innesto di Chiozza? «Il Gatorade che ci darà la forza per l’ultimo chilometro».

Coach, che partita vi aspettate a Trieste?

È una squadra forte, che ha investito tanto. Ultimamente è in difficoltà a livello di risultati, ma resta uno dei migliori campi su cui giocare. Ci sarà un clima di grande energia, per la spinta dei tifosi e per la voglia di rivalsa che hanno. Di loro mi piace Ramsey, tra i migliori stranieri di quest’anno: è bravissimo nell’uno contro uno.

E Cantù?

Noi siamo messi peggio a livello di risultati rispetto risultati. Ma al netto di tutto, dovremo essere bravi a impattare e a essere solidi per 40 minuti, non solo per 32, 33 o 36. È arrivato il momento di essere compatti, per creare le condizioni per vincere, anche in trasferta. Condizioni che in casa abbiamo certamente creato, ma non abbastanza a lungo per vincere.

Ci sarà Moraschini dopo il forfait contro Tortona?

L’infortunio di Riccardo si è protratto fino a metà settimana, inoltre l’assenza dei ragazzi del Pgc ha un po’ condizionato gli allenamenti a livello numerico. Ma è stata una settimana positiva, nel complesso.

Chiozza che impressione le ha fatto? E cosa potrà dare alla squadra?

A livello personale mi ha dato un bel feedback. Mi sembra un ragazzo serio, attento e scrupoloso. Ci aspettiamo un giocatore di grande personalità tecnica, che ha già fatto un percorso importante in Europa a livelli alti, dopo una buonissima carriera universitaria e nelle leghe americane. Non conosce l’Italia, ma ha una tale esperienza che saprà darci la leadership tecnica che cerchiamo. Voglio considerare il “pacchetto”: con Green, darà una presenza tecnica sul campo e siamo sicuri anche nel miglioramento della squadra. Dobbiamo inserirlo e prepararlo, sperando di averlo presto al cento per cento.

Giocherà?

Non è pretattica, ma il ragazzo è venuto oggi (ieri per chi legge, nda) a Seveso, ha lavorato con il preparatore atletico. Nell’allenamento prima della partenza valuteremo come starà, ricordo che è fermo da metà novembre. Vediamo la soluzione migliore per evitare ripercussioni. In ogni caso, De Nicolao avrà un alto minutaggio, ma l’ha sempre avuto in carriera.

È un caso se quasi tutte le squadre che lottano per la salvezza hanno già cambiato il play?

Credo che, in generale, si cambi per cercare soluzioni nuove e diverse. È il campionato che porta le società a fare uno step in avanti. C’è chi trova la quadra con il lavoro, con la crescita e, se ancora non basta, si va sul mercato. Alla lunga magari avremmo colmato anche noi le nostre lacune, ma non abbiamo tutto il tempo del mondo per fare quei passi. Per questo motivo abbiamo accelerato prendendo quei giocatori che possono colmare quei gap che pensavamo di avere.

Come attaccare i lunghi triestini?

Ballo è fondamentale in entrambe le fasi e Trieste, senza Sissoko, ti porta ad accoppiarti con lunghi che si aprono e contro cui si deve stare attenti, Deve essere bravo lui a capire certi meccanismi e noi ad agevolarlo. Anche noi giocheremo con “falsi 5” come Basile e Ajayi e cercheremo di limare le loro caratteristiche che possono farci male.

Non esagerava, a inizio stagione, quando diceva di godersi appieno ogni vittoria?

Credo che dobbiamo essere bravi a cambiare l’inerzia, a fare gli step che mancano, grazie al lavoro e al club che ci ha dato la possibilità di migliorare il roster con giocatori di qualità diverse da quelli con cui eravamo partiti. La nostra idea è sempre stata solo quella di mettere due squadre dietro di noi, non per mancanza di ambizione o di ottimismo, ma per una questione di sano realismo. È ovvio che, con queste premesse, ci saranno più sconfitte che vittorie. Ora vedo dieci squadre nella stessa fascia, con pochi punti di scarto.

E a che punto è il lavoro?

Dobbiamo darci dei target. Ora siamo in salita, in una tappa in cui dovremo scalare tre volte il Mortirolo. È difficile, si deve resistere e sapere dove vogliamo arrivare a fine anno. La testa deve rimane alta e dritta per fare tutto al meglio. E dico che siamo a buon punto: non dico che vedo la vetta del Mortirolo, ma ci stiamo arrivando. E Chiozza è un bel “Gatorade” per affrontare l’ultimo chilometro.

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