Cantù dopo la salvezza: obiettivo tenere De Raffaele

Commento E adesso il momento è arrivato, non si può più rimandare. Lunedì della passata settimana, nel corso di un Cda più o meno formale

Cantù

E adesso il momento è arrivato, non si può più rimandare. Lunedì della passata settimana, nel corso di un Cda più o meno formale, si era deciso di non decidere. Anzi, per la precisione, si era deciso di rinviare ogni decisione. A verdetto definitivo. Che adesso c’è. Cantù è salva, con una giornata di anticipo. Stagione tribolata, dai tanti cambi (a partire dall’allenatore Nicola Brienza), e salvezza ottenuta ai danni di Trapani, esclusa dal campionato, e Sassari, ufficialmente in A2 qualche istante prima che Treviso passasse a Desio e festeggiasse insieme ai biancoblù.

Ora in casa Acqua S.Bernardo c’è da impostare il futuro. Con grande anticipo rispetto alle annate precedenti e con lo sguardo fisso a due fatti: la prossima sarà la stagione del novantesimo di fondazione e di apertura della nuova Arena canturina. Se non ci si deve arrivare con il vestito della festa, poco ci manca. Di certo, basta e avanza esserci, con addosso i galloni della massima serie.

Cambiamenti

Cambierà tanto? L’impressione è che possa accadere. A tutti i livelli. Ieri sera il primo incontro, per gettare le basi, leggere e rileggere le relazioni, rivedere il film della stagione appena passata agli archivi. Bisognerà cominciare – o ricominciare – da Walter De Raffaele, l’allenatore. Ha in mano il progetto tecnico, ma non solo. Nei suoi mesi d’esperienza canturina ha portato tanto del suo vissuto.

Chiede, oltre a un progetto serio, la garanzia di un ulteriore salto di qualità. Non si accontenta, e fa bene. Ha salvato la squadra, ma ora punta all’upgrade. Ci sarà un budget all’altezza delle sue ambizioni? È questo il vero quesito di questa fine anno/inizio del nuovo.

La sensazione è che la società vada per confermare la cifra spesa quest’anno, l’augurio è poterci mettere qualcosa in più. Ma non è scontato. Di certo, anche seguendo le linee guida del coach, andranno inserite figure nuove, cuscinetto tra club, direzione tecnica, staff e squadra. S’insegue, non è un segreto, un direttore sportivo, per tornare alle gerarchie di quando Fabrizio Frates affiancava Sandro Santoro.

Piaceva un sacco Andrea Conti, ma da Cremona andrà a Udine. Sono state fatte quattro chiacchiere con Simone Giofrè. Che tornerebbe, nel caso, da numero uno (e quindi gm) e che ha più di un abboccamento oltre Oceano, con il mondo in grandissima espansione di college e università. Al momento un nome forte è quello di Flavio Portaluppi, soluzione che non dispiacerebbe a parte della dirigenza. Ma con Sandro Santoro? Altra grande incognita del periodo. Anche con lui, come con De Raffaele, c’è bisogno di sedersi e guardarsi negli occhi.

Per capire. Se ci sono le condizioni per andare avanti, prima cosa. In A, dopo aver vinto la Coppa Italia, il general manager ci è arrivato. E in A ha tenuto la squadra. Al primo anno, quello decisivo per entrare nell’Arena a petto in fuori. Tanti cambi, è vero (e qualcuno anche nell’ultimo cda glielo ha rimproverato), ma anche perché sono mutate condizioni e budget. Si mangia come si spende, spesso si usa dire e quando si è deciso di spendere un po’ di più la S.Bernardo, anche grazie alle mosse di Santoro, ha mangiato con Green, De Raffaele e Fevrier, giusto per far dei nomi.

I destini di De Raffaele e Santoro non sono necessariamente legati, ma per - e con - entrambi saranno fatte valutazioni. Così come per i giocatori. Oumar Ballo, ad esempio, uno di quelli pescati dal gm: ha fatto talmente bene, anche in relazione all’età, che è ambitissimo: le big in Italia sono Milano e Venezia, all’estero si parla addirittura del Real Madrid.

Come Xavier Sneed, che ieri ha salutato ufficialmente per finire la stagione all’Hapoel Gerusalemme, potrebbe avere una coda playoff altrove.

È entrato nel mirino che conta - in tutta Europa - anche Ivan Fevrier. Per tenere il francese, Cantù deve fare in fretta, e magari mettere qualcosa in più sul piatto. Erick Green è un altro che si fermerebbe. Il suo ingaggio è stato agevolato dal fatto che arrivava in corsa, quindi proiettato su meno mesi, perché pensarlo su 10 sarebbe stato (quasi) impossibile. Ed è il problema di adesso. Costa, ma un sacrificio per lo specialista in salvezza di potrebbe fare.

Sneed va in Israele

Si chiude qui l’avventura (piuttosto deludente) di Chris Chiozza, improbabile che rimanga Grant Basile, soprattutto alle cifre attuali (che comunque in A2 potrebbe anche percepire), potrebbe restare uno tra Andrea De Nicolao e Riccardo Moraschini. Un bel colpo sarebbe la conferma di Xavier Sneed (il fatto di essere tornato in Israele non pregiudica nulla), una trattativa andrebbe intavolata con Leonardo Okeke: c’è chi dice che nel suo clan l’intenzione sarebbe quella di proporlo nei campionati universitari gli States (facendogli terminare gli studi). Situazione in totale evoluzione.

Di certo si è chiusa l’era del 5+5, con Cantù avviata al 6+6.

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