Cantù ko a Bologna: la Virtus dei forti
Partita Non era la partita da vincere, è vero, ma solo un’ottima occasione per provare a vivere con meno brividi questo finale di campionato
Cantù
Non era la partita da vincere, è vero, ma solo un’ottima occasione per provare a vivere con meno brividi questo finale di campionato. Cantù ci prova fino alla fine contro l’attuale prima in classifica, la Virtus Bologna, ma paga in centimetri sotto al ferro e, soprattutto, le differenze nel roster e negli obiettivi stagionali. Ben più importanti saranno le prossime due, contro Varese e Cantù, per centrare l’obiettivo di Moraschini (ex di turno) e compagni.
Conscia della montagna da scalare in una piazza calda come la Virtus Arena, ma consapevole che sia prima che dopo il crac con Ivanovic le Vu nere viaggiano in acque non chete (8 sconfitte consecutive), Cantù prova sin da subito a forzare il gioco in velocità, difendendo forte sulle bocche da fuoco bianconere. Difficile però pensare di vincere senza mettere le briglie a un fenomeno come Edwards, che con 12 punti consecutivi fa ingranare la Virtus.
De Raffaele chiama minuto e la reazione c’è, ma la Virtus chiude bene gli spazi, concludendo il primo quarto in vantaggio 28-19 dopo una leggerezza di Niang su Basile, che cancella la doppia cifra di vantaggio bolognese.
Se da un lato c’è sempre il solito Edwards a fare da traghettatore per i suoi, dal lato brianzolo non c’è nessuno che riesca a prendere le redini dell’attacco. Ci prova Ballo (unico in doppia cifra) che riesce a tener testa ai muscoli virtussini sotto al ferro: Bortolani si mette in proprio e tira fuori dal cilindro qualche canestro che permette perlomeno alla Virtus di non dilagare, ma la sirena del timeout sul -15 suona mortifera per i ragazzi di de Raffaele, completamente in bambola. La strigliata del coach porta qualche frutto, ma il primo tempo si chiude comunque sul 50-39.
Al rientro sul parquet Cantù rialza la testa «a tutto Sneed», seppur faticando ancora a contenere i bianconeri nelle retrovie. Non si scolla, però, la doppia cifra di svantaggio dal tabellone per gli ospiti, che sbattono a ripetizione contro una difesa organizzata e centimetrata. Cantù resta però incollato a Bologna, senza riuscire a ricucire ma nemmeno permettendogli di prendere il largo: De Nicolao risponde subito alla tripla di Ferrari, poi Bortolani chiude il terzo parziale su un incoraggiante punteggio 69-59, sul quale è ancora concesso credere nella rimonta.
Si accende la linea da tre punti, con Sneed e Bortolani rapidi a rispondere alle iniziative casalinghe, ma Ballo cade a terra ed è costretto a uscire dolorante dal campo. Senza il suo miglior uomo sotto al ferro Cantù non si piega, riuscendo a portarsi a -3 dopo una vita: ora l’inerzia è tutta brianzola, ma la Virtus risponde dalla distanza, ritrovando la doppia cifra di vantaggio. Questa volta non c’è niente da fare: alla Virtus Arena finisce 89-79.
© RIPRODUZIONE RISERVATA