Cantù, la domenica della verità

Partita È il giorno più difficile della stagione, sicuramente il più complicato dopo i successi del 2025: deve vincere con Tortona

Cantù

È il giorno più difficile della stagione, sicuramente il più complicato dopo i successi del 2025. Peccato che sia la giornata inaugurale del 2026, che tutti si aspettavano potesse cominciare sotto altri auspici. Invece, questo Cantù-Tortona, sfida inedita nella storia dei due club, sa tanto di esamone. Non solo una bella sfida da vivere e giocare me, per Cantù, anche una sorta di prova generale, prima delle decisioni.

Non è un mistero: la partita di oggi alle 19 al PalaFitLine potrebbe essere un bivio. Tutti nella squadra sono coinvolti in questo momento di decisioni forti, dall’allenatore ai giocatori. E si sa, non è mai bello giocare con una spada di Damocle di questo tipo. O nascono prestazioni leggendarie, oppure si finisce per essere schiacciati dal peso della pressione e delle aspettative.

Insomma, non vorremmo essere nei panni di coach Nicola Brienza e dei suoi giocatori, chiamati a invertire la rotta in un campionato di serie A, mai così tanto atteso e poche volte nella storia così difficoltoso per la formazione brianzola. Purtroppo, a un certo punto, affetto e gratitudine terminano il loro effetto benefico. E parlano i numeri.

Quelli di Cantù raccontano di una squadra che ha perso sei partite consecutive, che di tanto in tanto dà segnali di ripresa evidentissimi, ma a cui non riesce a dare la continuità necessaria per svoltare definitivamente. Un passo in avanti e uno (spesso due) indietro. Sul perché questo succeda, i tifosi si interrogano dall’inizio della stagione.

Ai numeri impietosi fuori casa – solo sconfitte, spesso e volentieri Cantù ha incassato oltre 100 punti -, si contrappongono fortunatamente quelli un po’ più clementi del cammino casalingo. Non si può dire che il PalaFitLine sia un fortino, ma quei 6 punti che ancora fanno galleggiare la S.Bernardo sono stati ottenuti nei match interni contro Reggio Emilia, Cremona e Udine. Anche nelle sconfitte, in particolare contro le corazzate Virtus Bologna e Milano, qualcosa di buono si è visto, anche più di qualcosa.

Ora, contro una squadra mentalmente libera – Tortona è a -4 dalla vetta ed è già qualificata aritmeticamente alla Final Four di Coppa Italia – potrebbe non essere semplicissimo giocare. Ma, mai come questa volta, servirà che tutte le rotelle girino senza incepparsi. Senza quei blackout che hanno spesso mandato all’inferno Cantù nella singola sfida e che hanno sovente fatto la differenza tra una partita ad armi pari e una sconfitta.

Chi siano i giocatori più attesi è facile dirlo, sono invece sotto i riflettori quelli che ancora non hanno convinto, come il play Gilyard e il lungo Ajayi, entrambi generosi ma forse non a loro agio nel contesto della serie A. E poi c’è la panchina di Brienza, chiaramente poco salda dopo la serie nera a cui si vuole tentare di rimediare.

L’occasione per cambiare la stagione e un futuro che, in caso di sconfitta, sembra quasi già scritto c’è. Ed è quella di stasera, perché difficilmente si andrà oltre se arrivasse il settimo ko in serie.

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