Pallacanestro Cantù / Cantù - Mariano
Martedì 13 Gennaio 2026
Cantù, rivoluzione in campo: con due acquisti
Mercato Lo sloveno Edo Muric è una voce, forse anche un’idea. Ma ci sarebbe dell’altro. Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di Cappelletti
Como
Alle otto della sera. Per analizzare le otto sconfitte.Ma non solo. Non è stato un normale lunedì, alla Pallacanestro Cantù. Anzi, è finito con l’essere l’ennesimo di riflessione. Di pensieri ad alta voce, ascolto, proposte e controproposte. Sul tavolo, manco a dirlo, l’oggi e le mosse per il futuro.
Argomenti complessi, che si aprono e chiudono come le parentesi di una stagione che ha preso un gran brutta piega. Con l’ultimo posto in classifica che ha lo stesso peso di una spada di Damocle. È lì che pende, anche adesso che - dopo l’esclusione di Trapani - la retrocessione sarà una sola. Ma anche nell’anno in cui saltò Roma, la destinata all’A2 rimase singola. E, malauguratamente fini con l’essere Cantù.
In comune con allora, la strenua difesa di coach Cesare Pancotto. Prima dell’esonero. Che in tanti, con il senno di poi, definirono tardivo. Ma ci sono delle differenze. La società ha in mano un gruzzolo diverso, s’è già mossa - e bene - sul mercato. E continuerà a farlo. In quest’ottica, aspettando l’inserimento completo di Erick Green e Chris Chiozza, una delle opzioni sarebbe quella di concedere fiducia a Nicola Brienza. Anche se l’ottava sconfitta di fila ha il peso del macigno e segna uno dei punti più bassi della storia del club.
Dubbi ce ne sono. Forse no. Il presidente Roberto Allievi, convinto difensore dell’operato del tecnico e del general manager Sandro Santoro, ha consegnato a quest’ultimo le chiavi per fare il punto della situazione. E aprire la riflessione. Come si è fatto ieri. Cominciando un po’ prima delle otto della sera, ma finendo oltre quell’ora. Con Santoro che, play vecchia maniera abituato a prendersi le responsabilità, ha giocato a tutto campo.
Senza nascondersi e sciorinando la lista dei pro e dei contro. Da una parte all’altra del foglio. Di qui i pro e di là i contro. Di tutte le situazioni sul tappeto. Perché, in fondo, c’era bisogno di fare questo. Confrontarsi con il consiglio, financo dirsi tutto sul muso. Il bello e il brutto di quanto, ognuno, s’aspettava di sentire.
Serviva, e serve, far di conto. Sia che si pensi all’esonero di una allenatore con contratto anche oltre la passata stagione. E che dunque nella valutazione si debba trovare lo spazio per le pretese del potenziale futuro successore. Ma le cifre servono anche e innanzitutto per capire gli interventi sul mercato.
In questo caso, nel bel mezzo di una discussione molto articolata e parecchio proficua, una sembra la certezza assoluta: ed è l’ingaggio di un quattro. L’esclusione di Ife Ajayi dalle rotazioni di Trieste rappresenta un segnale forte. Molto forte. Anche davanti a qualche passaggio a vuoto di Grant Basile, Brienza ha preferito rispolverare Leonardo Okeke, lasciando a zero minuti l’ex Torino. La casella, visto l’andazzo del mercato, potrà essere occupata da un comunitario, avendo Cantù esaurito i visti Usa. Lo sloveno Edo Muric è una voce, forse anche un’idea. Ma ci sarebbe dell’altro.
Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di Alessandro Cappelletti, adesso che a Trapani sono tutti svincolati. Un play? Sì, un play. Un altro play. Ma se deve uscire Okeke (su di lui mezza serie A2, ma anche una società di A), l’obbligo è quello di fare entrare un italiano. E, con il 4 comunitario, con Sneed e Moraschini spesso usati tra i lunghi e con un lungo stesso che si fatica a trovare il trentenne umbro potrebbe costituire il profilo ideale per mettere ancora un po’ di esperienza e garra nel gruppo.
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