Cantù, scocca l’ora: «Orzinuovi sta bene e nasconde insidie»

Domenica in trasferta la prima della fase a orologio. Coach Cagnardi: «Non prevedo partite facili per noi da qui in avanti»

Un nuovo inizio per Cantù e per tutte le avversarie di serie A2. La fase a orologio che, per la S.Bernardo, si aprirà domenica alle 18 al PalaBertocchi di Orzinuovi, è un condensato di incertezza e novità.

Non sfugge dalla regola nemmeno la prima avversaria di Cantù in questo cammino, lungo dieci partite, che si concluderà il 21 aprile con la sfida interna contro Udine.

Come sempre, coach Devis Cagnardi ha presentato la sfida.

Una partita con qualche punto interrogativo di troppo, vien da dire: «La gara nasconde tutte le insidie di una partita in trasferta, contro una squadra mai affrontata e che sta bene, che ha vinto per la prima volta due partite consecutive. Sicuramente ha fatto fatica all’inizio, ma ora ha trovato la quadra con due stranieri nuovi come Basile, ex Derthona che ha doti fisiche importanti, e Jorgensen, una guardia che tira con il 55% da 2 e il 40% da 3. Hanno migliorato la parte offensiva e hanno una batteria di italiani di categoria e altri reduci dalla promozione. Noi siamo carichi, ma abbiamo qualche acciacchino che stiamo gestendo».

Cagnardi fa il punto sugli infortunati: «Cesana come sappiamo ha avuto una distorsione pesante, non sarà un recupero di pochi giorni. Bucarelli sarà della partita, ma lo stiamo gestendo, a oggi non ha ancora fatto contatti in allenamento. Nikolic e Moraschini sono invece pienamente recuperati. Il roster è lungo, non lunghissimo stavolta, ma abbiamo un vissuto che ci permette di capire le difficoltà che ogni partita presenta».

Orzinuovi è paragonabile a Vigevano? «Sì, qualche somiglianza c’è. Entrambe hanno vinto una B di ottimo livello e hanno un’ossatura che ha creato una mentalità. Non prevedo partite facili da qui in avanti: alcune squadre sono strutturate, altre pronte a dar battaglia».

L’improbabile testa a testa per il primo posto, toglierà ansia a Cantù? «Non ricordo - spiega il coach - una partita che qui non sia stata vissuta con quella sana e doverosa pressione dettata dal dover vincere. Noi ogni partita la viviamo sempre al massimo. Che si giochi contro Trapani o l’ultima, l’obiettivo primario siamo sempre noi stessi. Poi, guardando i numeri, è chiaro che la sfida è più con Torino, che insegue a 4 punti, che non su Trapani che è molto staccata».

In poche parole, non possono certo mancare a Cantù stimoli e ambizione, con una primavera alle porte intensissima: «Le motivazioni sono alte e nascono da tanti aspetti individuali e di squadra. Noi giocheremo i playoff e vogliamo arrivarci nel modo migliore, ossia vincendo il più possibile perché è solo così che si crea una mentalità. Insidia ne arriveranno sempre, perché il tempo stringe e tutte hanno bisogno di lottare per i propri obiettivi».

C’è comunque curiosità, anche per Cagnardi: «Il girone Rosso lo trovo altamente competitivo, a livello numerico completamente diverso dal nostro. Non credo sia migliore del nostro, ma certamente esprime una pallacanestro diversa. Il Verde ha un tasso offensivo superiore».

«Ma, diciamolo, tutto questo è “fuffa” - la chiosa - : finché le squadre non si incrociano, è difficile fare paragoni. E chiaramente non basterà una sola giornata per farsi un’idea precisa».

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