Cantù, serve la scossa: arriverà a Trieste?

Partita Ci si attende, una volta che Chiozza sarà inserito e ben istruito, uno scatto in avanti a livello di personalità e leadership

Cantù

Il fardello è pesante, la famosa “scimmia” difficile da togliere dalla spalla. Ma il tempo a disposizione è sempre meno e la pressione sale. Cantù si ritrova ad affrontare l’ennesima partita della vita: il teatro sarà il PalaRuffini di Trieste, questa sera alle 17. Lo scenario apocalittico è ovviamente la visione di parte, ossia la prospettiva di una tifoseria – anche legittimamente, sia chiaro - impaurita come poche dopo sette sconfitte consecutive. Una tifoseria e un ambiente che hanno ritrovato la serie A dopo quattro anni e hanno una paura tremenda di perderla dopo una sola stagione. C’è già chi immagina di dover inaugurare il nuovo palazzetto contro una squadra di basso rango di A2. Scenario apocalittico, appunto.

Non è questo, evidentemente, il pensiero di coach Nicola Brienza. Che sembrava pesantemente in discussione dopo il ko contro Tortona, ma che invece è ancora saldo sulla panchina di Cantù. Uscendone probabilmente anche rafforzato, ma con un bel po’ di responsabilità in più. Nel senso che, grazie al mercato – che potrebbe anche non essere finito – ora ha in mano una squadra in cui tutti davvero credono. Il primo arrivo di Erick Green – nonostante le sconfitte, ottimo impatto -, unito a quello in settimana del nuovo play Chris Chiozza, giocatore di fosforo, più bravo nel servire forse che nel realizzare (ma è proprio quello che Cantù cercava dopo la delusione presa con Jacob Gilyard), cambieranno il volto di Cantù. Ci si attende, una volta che Chiozza sarà inserito e ben istruito, uno scatto in avanti a livello di personalità e leadership.

Ingredienti che il tecnico vede già certi, conoscendo entrambi i giocatori: il “pacchetto” Green-Chiozza sembra intrigarlo e non poco. Ovvio, non hanno la bacchetta magica. Non è stato casuale il riferimento del coach al Mortirolo nel presentare la partita. Una salita sulla cui cima, sempre più vicina a suo dire, non c’è ancora la salvezza, ma perlomeno la possibilità di giocare alla pari con tutte. Il che prevede, ovviamente, vittorie e sconfitte, ma almeno di essere in grado di competere sempre e contro chiunque.

Insomma, se la squadra finora è migliorata ma forse ancora non abbastanza, il pacchetto Green-Chiozza vuole essere un acceleratore, considerata la situazione. Ma ci vorrà del tempo. Per questa sera – pure Trieste non è in un gran momento, ha perso tre partite in serie contro Varese, Bologna e Trento – servirà puntare ancora sull’usato sicuro. Perché, al di là della presenza o meno di Chiozza, al navigato play ex capitano di Venezia De Nicolao sarà comunque richiesto un extra in termini di minutaggio, con le alternative pronte a dare una mano quando mancherà l’ossigeno.

Altra chiave, sarà la difesa, in particolare sui lunghi triestini. L’assenza di Sissoko potrebbe far venire il mal di testa, nel senso che potrebbero esserci soluzioni lontano da canestro, con Ballo chiamato a un lavoro supplementare non a ridosso del tabellone. Ma Brienza avrà studiato le contromosse del caso

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