De Raffaele riapre casa: «Che bello»
Intervista «Tutte le prossime partite saranno importanti per la classifica. Siamo contenti di tornare a giocare in casa dopo tanto tempo
Cantù
«Tutte le prossime partite saranno importanti per la classifica. Siamo contenti di tornare a giocare in casa dopo tanto tempo: affrontiamo una squadra che ha cambiato faccia spesso nell’ultimo periodo e anche rispetto allo scorso turno di campionato avrà giocatori nuovi». Coach Walter De Raffaele è pronto. Ha raccolto i cocci dell’ennesima partita persa all’ultimo possesso e ha cercato di ridurre lo psicodramma post derby in settimana. E avrà certamente caricato a dovere la sua Cantù.
Che, dopo un mese esatto, domani tornerà in campo a Desio – palla a due alle 17.30 – per affrontare Napoli, squadra in crisi di risultati e con una faccia tutta nuova, essendo in queste settimane diventata un autentico porto di mare: «Sarà difficile decifrarne lo stile, ma rimane un roster con notevole qualità nei singoli e tanti giocatori in grado di crearsi il tiro – ha detto il coach a proposito degli avversari -: la capacità di contenere l’uno contro uno sarà quindi uno degli elementi più importanti per noi, a cui dovremo unire un’alta intensità offensiva e difensiva per quaranta minuti».
Intensità, che a Milano nel derby si è vista. Per il coach, la squadra non si è smarrita: «Credo piuttosto che ci siano alcuni quintetti in cui c’è poca comunicazione. Dobbiamo trovare la lucidità nel capire, nella partita, che ci sono momenti in cui alcune cose bisogna rinunciare a farle e questo dipende dalle caratteristiche dei giocatori e delle caratteristiche che compongono la squadra, dalla qualità dei giocatori e dall’abitudine a saper scegliere».
Domanda impertinente sui liberi, specialità in cui Cantù a Milano ha concluso con un mortificante 10/21. De Raffaele risponde con un aneddoto: «Carlton Myers, un grande realizzatore, alla fine degli allenamenti tirava al massimo tre tiri liberi perché diceva “tanto più di tre non me ne danno”. Il problema non è la quantità, ma la concentrazione di performare sotto pressione. Quindi al di là della ripetitività che può essere molto utile a Ballo, e ci sta lavorando, il problema è eseguire in partita».
Sempre a Milano, ha esordito Février: «Contro una squadra importante ha fatto già capire che è un giocatore che sa come stare in campo. Gli manca la conoscenza dei compagni, ma arriverà: è un ragazzo intelligente e un grande lavoratore».
Sull’avversaria “multiforme”, De Raffaele è stato chiaro: «Abbiamo messo attenzione soprattutto le cose che non sono andate bene nei momenti cruciali della partita, cercando di sistemarle». Si preannuncia una bella lotta a rimbalzo: «Il problema dei rimbalzi d’attacco è dovuto spesso ai cambi che si attuano al fine dei possessi. Ma la questione è lasciare dei rimbalzi d’attacco nei momenti importanti della partita e qui c’è un lavoro che stiamo facendo per automatizzare, come si dice in gergo, le riduzioni da mismatch».
Treviso giocherà di poco in anticipo rispetto a Cantù. Qualcuno guarderà il risultato? «Assolutamente no, non è nella mia indole fare i calcoli, guardare cosa fanno le altre ecc... Primo perché porta una sfiga pazzesca e poi perché mi sembra uno spreco di energie inutile. Dobbiamo mettere l’attenzione sulla nostra partita, che mi sembra già abbastanza complicata».
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