I 90 anni di Dan Peterson. Nemico amatissimo tra Cantù e il lago

La storia Compleanno in tour per l’ex coach Olimpia. Il Palazzone, Grenoble e le sfide con Pierlo e Bianchini più quel legame con gli Abbate e il primato di Verga

Cantù

Tra la via Emilia e il West. Passando per la Brianza e il lago. Lontani dal sole che ti spacca in quattro di Chattanooga Tennessee, quando si sapeva già cosa bere, ma dentro un compleanno che non finisce mai. Quello di Daniel Lowell Peterson, per tutti Dan. Il coach. Che ha sfondato il muro dei 90 (anni) il 9 gennaio, ma che ancora oggi continua a festeggiare. L’occasione, manco a dirlo, è la celebrazione che gli ha dedicato la Regione al Belvedere di Palazzo Lombardia, con echi che - ovviamente - sono rimbalzati fino a Cantù e oltre.

Il nemico amatissimo. Non sarà mai stato - come tiene a sottolineare ogni volta - un agente della Cia ai tempi della panchina della Nazionale del Cile (leggenda amplificata dal fatto che lasciò il Paese 12 prima del colpo di Stato di Pinochet), ma fu di certo il rivale numero uno della Cantù degli anni Ottanta. I tempi delle grandi sfide contro il Pierlo (al secolo Pier Luigi Marzorati) e il Vate (niente di meno che Valerio Bianchini).

«Sbagliai con Boselli»

«Il problema è che Cantù l’ho battuta molte volte - ripete ogni volta che si tira in ballo l’argomento -, ma ovviamente si ricordano solo le sconfitte pesantissime: quella nella semifinale scudetto dell’81, quando decisi, sbagliando, di far tirare due liberi decisivi a Boselli, e la finale di Coppa Campioni a Grenoble…».

Due date scolpite nella memoria del coach e nella storia canturina: il 15 aprile 1981, la bella della semifinale scudetto al Palazzone di San Siro (84-85 per la Squibb sulla Billy, dopo due supplementari e con 32 punti di Riva), e il 24 marzo del 1983, finale di Coppa dei Campioni a Grenoble (69-68 per la Ford sulla Billy con 18 punti dell’Antonello e di Bryant). Quel famoso punto (due volte) per cui Martin perse la cappa.

Con la Cantù di Aldo Allievi («avversaria con la A maiuscola. Bello sapere che, a distanza di anni, ci sia ancora uno della famiglia alla guida del club») la rivalità andava ben oltre il campo. Soffriva infatti maledettamente le volte in cui Bianchini riusciva a chiamare il sabato Enrico Campana a La Gazzetta dello Sport per rilasciare una dichiarazione sul derby del giorno successivo, non lasciando ovviamente lo spazio per la replica.

«Mi definivano l’anti Bianchini - ebbe a dire - ma in realtà era lui l’anti Peterson. Ho disputato più sfide, trentotto, contro lui che con ogni altro allenatore. Coppa dei Campioni o amichevole che fosse, c’è sempre stata una mentalità da killer durante i nostri confronti. Con Bianchini non bastava essere preparato a giocare una partita di basket, ma molto di più».

Non metterebbe mai, nonostante la gigantesca stima sportiva e umana, Marzorati nel quintetto ideale soltanto perché nella posizione di regista non rinuncerebbe mai al “suo” Mike D’Antoni. Ma al Pierlo ha sempre riconosciuto la stoffa del giocatore “americano” nel campionato tricolore.

Gioco a L e difesa Eagle

Gioco a L in attacco e difesa Eagle (la mitologica 1-3-1 stra aggressiva) i punti di forza del Nano ghiacciato (a proposito di pubblicità), campione dentro e fuori dal campo. Uno che ancora oggi fa mille e una cosa con la disinvoltura del fuoriclasse. Perennemente accompagnato dalla moglie Laura. Laura Verga. Verga, vi dice qualcosa? Da queste parti eccome, cognome stra conosciuto.

E che lo diventa ancor di più alla luce delle imprese del grande padre Mario nel mondo della motonautica. Colui che, agli inizi degli anni Cinquanta e a bordo del famoso Tre punti uscito dal cantiere Abbate di Portezza a Tremezzo stabilì sul lago d’Iseo il record del mondo di velocità a 226,190 chilometri orari. Morì due anni dopo, nelle acque di Sarnico, intento a riprendersi il primato che nel frattempo gli aveva sottratto un americano (Laura aveva appena due anni).

Storie di numeri uno (a ri-proposito di spot), un ruolo che a Dan - leggenda della nostra pallacanestro - ha sempre calzato a pennello.

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