«Preso un bel pugno da Cantù. C’è ancora molto da lavorare»

Il parere di coach Parente di Trapani, dopo la sconfitta in campionato

Dopo sette vittorie consecutive, Supercoppa compresa, Trapani cade ma non in maniera fragorosa. Una sconfitta contro Cantù che ha il sapore e il valore di una sconfitta “salutare”, una sorta di passaggio obbligato nella stagione di una formazione ricca di talento, come quella guidata dal coach Danele Parente, ma ancora bisognosa di lavoro per diventare una grande squadra.

E infatti il coach degli Shark sottolinea proprio questo aspetto: «Cantù ci ha fatto capire che ci vuole ancora molto lavoro per ottenere gli obiettivi prefissati. L’approccio è stato positivo, siamo riusciti a seguire il piano partita però siamo mancati in tantissimi aspetti, non da ultimo la gestione degli ultimi possessi che abbiamo sempre regalato agli avversari. Le troppe palle perse hanno influito negativamente, ma la cosa peggiore è che ci siamo sciolti alla prima vera difficoltà».

Non sono bastati i 20 punti di Chris Horton, top scorer del match e che ha giocato su livelli altissimi e ha dimostrato perché Trapani ha puntato forte su di lui. Non è bastata neppure la spinta del Pala Shark che è tornato ad avere standard che forse aveva dimenticato, con un entusiasmo pazzesco da parte della città.

È arrivata una brutta sconfitta e ora serve immediatamente reagire, anche questa è una novità per i siciliani che dovranno dimostrarlo già nei prossimi giorni: «Abbiamo preso un bel pugno in faccia – rimarca coach Daniele Parente - dobbiamo reagire fin da subito e capire che dobbiamo ancora lavorare tantissimo se vogliamo giocare coi primi della classe».

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