Pancotto: «Questo derby è emozione
Ma per noi deve essere concretezza»

Il coach della Pallacanestro Cantù presenta la sfida di domani a Desio alle 17: «Varese è esperta nei punti chiave, a noi sono richieste durezza mentale e tensione positiva».

«Che il derby sia emozione, ma non solo. Perché a noi serve molta concretezza in questo momento». Tradotto: bando alle ciance, perché qua o si vince o si vince. Coach Cesare Pancotto mostra i muscoli per questo derby Cantù-Varese che nasce monco sugli spalti - divieto di trasferta per i residenti in provincia di Varese -, ma che resta una delle partite più attese della stagione. Lo sarebbe a prescindere, ora diventa vitale per la salvezza di Cantù. Inoltre c’è il dubbio Wilson: fermo praticamente tutta la settimana per un problema a un adduttore, ieri si è allenato solo una mezzoretta.

«Parto dal presupposto che dovremo aggredire il momento e aggredire la partita - osserva il coach -. Il motto che avevo coniato qualche settimana fa, ovvero “aggredire per non essere aggrediti”, è adesso ancora più attuale e deve essere ancora più efficace in vista del match con Varese».

Una di quelle partite che la motivazione la danno a priori: «Il derby si deve tradurre in durezza mentale e tensione positiva, capacità che la squadra deve saper trasformare in campo. Così come tramutare sul parquet la passione dei tifosi. Tuttavia, la trasformazione non deve prevedere l’aspetto emotivo, che deve rimanere sugli spalti, ma portare la squadra a usare cuore e testa, al fine di giocare una partita di grande consistenza, senza pause».

Il valore di Varese è in un roster che garantisce continuità e nell’esperto Attilio Caja, uno dei veterani della panchina al pari di Pancotto: «Ritengo che Varese sia un’avversaria esperta nei punti chiave, con un quintetto di “giocatori campionato”: i loro titolari sono giocatori che a ogni partita riescono a fare ciò che ci si aspetta da loro. Magari non cose eccezionali o straordinarie, ma cose ripetute bene nel tempo. A questo si aggiunge una panchina di grande consistenza. Una squadra allenata molto bene da coach Attilio Caja che conosce tutto di Varese. Varese è un’avversaria che tira molto da tre, più da tre che da due, oltre a essere una squadra forte nei rimbalzi offensivi. È, infine, una formazione che può contare su ben sei giocatori che viaggiano in doppia cifra per punti».

Preoccupazione in questo momento non c’è, è una parola che a Pancotto non piace: «Un uomo, o una squadra, viene valutato quando si trova in difficoltà e per come riesce a uscirne. La società, la squadra e il sottoscritto hanno intenzione di dimostrare durezza mentale per uscire fuori da questa situazione. Vogliamo vivere il derby fino all’ultimo secondo, poi però c’è un campionato lungo da affrontare, non dimentichiamocelo».

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